Il viaggiatore

C’è un viaggiatore in ciasuno di noi,
– un piccolo viandante coraggioso -;
va avanti come può senza riposo,
senza temere quel che sarà poi.

Anima i primi passi di un bambino,
il viaggiatore, vincendo ogni paura
con la gioia d’una nuova avventura.
Son questi i primi passi del mattino,

simili agli ultimi passi della sera,
più stanchi, questi ultimi, più sicuri,
resi saldi da una vita intera
a camminare su sentieri oscuri

all’ombra leggera di una promessa;
quella che dopo la prossima svolta
la richiesta di pace sarà accolta
e la strada non sarà più la stessa.

Il viaggiatore sa che la strada è una
e che qualsiasi altra promessa è vana.
Sapendolo non cerca la fortuna,
ma al rintocco dell’ultima campana

ascolta i passi e vede altri due piedi
passargli avanti e mettersi in cammino.
Osserva il viaggiatore del mattino
mentre gli dice “Vado io, tu siedi”.

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Delle luci a Natale

Anche stasera, come tutte le sere che Dio mette in terra, portavo il cane a spasso. Ore 18.30 circa.
Già mi preparavo a una splendida passeggiata sotto zero con Gegè al parco della Montagnola quando sento delle voci, un simpatico coretto, diciamo, che motteggia proprio davanti al primo ingresso, quello più vicino allo Sferisterio per intenderci.
Oh, che bello sono già partiti i cori di Natale, penso.
“Fuori! I fascisti! Dalla città!”
No, non è un coro natalizio… Sarà l’ennesimo collettivo anarchico che manifesta per qualche motivo tutto suo.
“Siamo! Tutti! Antifascisti!”
Ah, no, è il club degli illusi… Continua a leggere

Memento Mori 24

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 24

Carlotta continua a ripeterselo a mente.

“Stupida. Stupida. Stupida.”

Per non pensare a tutte le cose di cui ha paura.

“Stupida! Stupida! Stupida!”

Tiene i pensieri occupati con i suoi stessi insulti.

“Stupidastupidastupida.”

Ma tutte quelle cose fanno capolino tra un insulto e l’altro. Anche se col tempo ha imparato a insultarsi molto velocemente.

“Vaffanculo!”

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“Il Sogno di Alice” al Mercato Sonato

Domenica 26 novembre, dalle 11.00 alle 12.30, presso il Mercato Sonato, a Bologna in via Giuseppe Tiarini 3, con Romy Carra proporremo, per l’associazione WeMam, il nostro spettacolo “Il Sogno di Alice” e  racconteremo e canteremo del frettoloso Bianconiglio, dello strampalato Cappellaio Matto, dello Stregatto che appare e scompare, della perfida Regina di Cuori e della curiosa Alice, che in questo viaggio incontra e scopre situazioni sorprendenti, a volte spaventose, a volte intriganti.
Attraverso la musica e la poesia entreremo in questo mondo di fiaba cercando di mostrare ai bambini le “meraviglie” di questo magico paese. E poi a seguire ci divertiremo con tutti i presenti giocando con la musica e le parole.

(illustrazione copertina di Simone Monaco)

“Il Sogno di Alice” alla Montagnola

Domenica 19 novembre, presso la tensostruttura Spazio Verde del Parco della Montagnola, nell’ambito dell’evento Talkin’ ‘bout my generation organizzato dal comitato FreeMontagnola, con Romy Carra riproporremo, in versi e in canzoni, la storia di Alice, la curiosa bambina che “precipita” nel Paese delle Meraviglie, dove vive strambe avventure e incontra personaggi strampalati.

illustrazione copertina di Simone Monaco
diffusione a cura DireFareAggregare

Revisioni…

Scrivere è bello, bellissimo. Il problema sono le revisioni…
In questo caso le correzioni in rosso riguardano un’antologia di racconti horror dal titolo provvisorio “Sette terribili verità”.

La beneamata cinquina

“Mo t’ammollo ‘na cinquina!”
Quante volte l’hai sentito o detto?
Per carità, la frase è poco carina,
ma sortisce senza dubbio il suo effetto.
Senza per altro prenderla o darla.
La cinquina, dico, lo schiaffo sano sano.
Ma di quali cinque si parla?
I cinque tizi attaccati alla mano.
E quindi in modo assai ardito
vi porto l’esempio, per cominciare,
del signor Indice, detto “il dito”.
Indice perché è solito indicare;
specie le persone che ci danno tedio,
candidati ad andare a quel paese.
E qui interviene suo cugino, il Medio,
che senza troppe pretese
si alza tra l’Indice già citato
e l’Anulare, suo fratello,
a cui ogni uomo sposato
porta per l’appunto l’anello,
che non va tolto proprio mai;
questo per poter sempre ricordare
che ti ci metti da solo nei guai.
Poi chi ci sta vicino all’Anulare?
Il Mignolo, che è piccolo parecchio
ma sempre benaccetto purché funga
da artiglio scaccola orecchio,
perciò tiene l’unghia lunga.
E concludo in modo audace
parlandovi del dito che agli albori
non serviva a dire “mi piace”,
ma a trasformare bestie in signori:
il Pollice: la chiave dell’evoluzione.
Seppure opponibile da solo non basta
a opporsi a questa maleducazione.
Chiudere la mano di sicuro non guasta,
ma, lo dico tanto per dire,
quando incontri la gente cretina
la mano la dovresti aprire
e ammollargli una cinquina.