UBI 10

CAPITOLO 10 – Ognuno al suo posto

Caco finì di dare le ultime zampate alla buca che aveva scavato nel giardino di casa di Marika. Era una buca piuttosto grande e profonda e il cane ne era molto soddisfatto, un po’ perché era fatto davvero bene, un po’ perché di solito non gli era consentito scavare buche in giardino.

«Bravo, Caco» disse Marika grattandogli la testa.

Caco strusciò il muso contro la gamba della padroncina e si mise a rotolarsi sull’erba.

Ubi si sporse dal bordo della buca e guardò il fondo. Marika si avvicinò a lui e fece lo stesso.

«Sei sicuro?» gli chiese.

Ubi non rispose, alzò la testa e guardò Marika. Si accorse che la bimba aveva gli occhi lucidi, così alzò le braccia verso di lei.

Marika lo prese e se lo portò vicino alla faccia.

«Mi mancherai» gli disse. Continua a leggere

Annunci

UBI 9

CAPITOLO 9 – La verità sull’Incappucciato

«Ti starai chiedendo perché ti ho fatto portare qui» chiese l’Incappucciato avvicinandosi al palco.

Ubi, ancora seduto per terra, annuì con vigore.

«Per questo!»

Con un gesto teatrale, l’Incappucciato tirò il cordone dorato che scendeva dall’alto e il sipario si aprì. Un pochino. Appena uno spiraglio al centro delle tende rosse.

Tutti inclinarono la testa cercando di capire cosa ci fosse oltre.

«Sì, va bene – si giustificò l’Incappucciato – Sarebbe stato meglio se si fosse aperto tutto, ma il meccanismo è vecchio e io ho avuto altro da fare.» Continua a leggere

UBI 8

CAPITOLO 8 – A casa dell’incappucciato

Marika tirò il braccio del Manichino, che si fermò e abbassò lo sguardo su di lei.

«Sono stanca, siamo arrivati?»

Il Manichino indicò con il dito i pioli di ferro di una scala che sporgevano dalla parete del tunnel poco più avanti.

Marika buttò le braccia sui fianchi.

«Una scala? Ma io sono stanca.»

Il Manichino si tolse il cappello e si grattò la testa, poi si accucciò e invitò la bambina ad aggrapparsi sulle sue spalle.

«Questa è un’ottima idea» disse lei saltandogli sulla schiena. Continua a leggere

UBI 7

CAPITOLO 7 – Il piccolo re

Ubi e Avis camminavano da diverso tempo sotto le fogne, quando si erano dovuti fermare: il tunnel che stavano percorrendo si divideva in due cunicoli identici tra loro.

Non sapendo che strada imboccare, Ubi staccò una penna dalla coda di Avis – che non era molto d’accordo, ma ormai era fatta – e la gettò più in alto che poté. La piuma ondeggiò un po’ da una parte e dall’altra, come se galleggiasse in aria, poi iniziò a scendere, fece una piroetta, scivolò da un lato, si capovolse, alla fine cambiò direzione e si posò alla loro destra.

Avis fece una scrollata di ali e si mise a zampettare in quella direzione, seguito dall’homunculus. Continua a leggere

UBI 6

CAPITOLO 6 – Dentro e fuori

Il Manichino camminava a passo spedito al lato del ruscelletto di acqua melmosa e putrida che scorreva nel cunicolo sotterraneo.

Marika, tenuta stretta sulla sua spalla, non la smetteva di scalciare e di gridare.

«Lasciami andare! Brutto stupido!»

Ma lui continuava ad andare avanti, incurante degli scarafaggi e delle altre cosine con tante zampe che gli brulicavano tra i piedi.

«Lasciami!»

La voce di Marika si fece piccola piccola.

«Per favore…»

E scoppiò a piangere.

«Voglio la mia mamma!»

Il Manichino la posò per terra e si chinò su di lei muovendo il dito avanti e indietro per ammonirla con atteggiamento severo.

La bambina tacque per un attimo, tirando su con il naso, ma poi non riuscì a trattenersi e si mise di nuovo a piangere, più forte di prima. Continua a leggere