Evoluzione innaturale

«Raamiz! Raamiz, dove cazzo sei?» La porta sul retro del “Lufti Kebab” si spalanca sotto la spinta di un uomo sulla sessantina, con indosso un grembiule bianco, dalla carnagione scura e l’aria visibilmente alterata. Raamiz lo guarda con occhi supplicanti mettendo una mano sul microfono del cellulare. «Lufti, dammi sono un minuto, maihairbani[1]». «Sì, sì,... Continue Reading →

Con le braccia chiuse

Il volto imperturbabile ai soprursi, le braccia incrociate, chiuse, in attesa dei vinti: la posa dei vincitori, contro il sole che sorge all'orizzonte. Con le braccia, anche gli occhi si son chiusi per non vedere quella mano tesa; e così si sono chiusi anche i cuori nella morsa dell'acqua sotto un ponte. Ogni bocca chiusa... Continue Reading →

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