Evoluzione innaturale

«Raamiz! Raamiz, dove cazzo sei?» La porta sul retro del “Lufti Kebab” si spalanca sotto la spinta di un uomo sulla sessantina, con indosso un grembiule bianco, dalla carnagione scura e l’aria visibilmente alterata. Raamiz lo guarda con occhi supplicanti mettendo una mano sul microfono del cellulare. «Lufti, dammi sono un minuto, maihairbani[1]». «Sì, sì,... Continue Reading →

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