Archivi categoria: Grim Reaper’s Tales

Memento Mori 24

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 24

Carlotta continua a ripeterselo a mente.

“Stupida. Stupida. Stupida.”

Per non pensare a tutte le cose di cui ha paura.

“Stupida! Stupida! Stupida!”

Tiene i pensieri occupati con i suoi stessi insulti.

“Stupidastupidastupida.”

Ma tutte quelle cose fanno capolino tra un insulto e l’altro. Anche se col tempo ha imparato a insultarsi molto velocemente.

“Vaffanculo!”

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Memento Mori 23

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 23

«Non ti odio, bambino mio, non ti odio, ti proteggerò da tutto, da tutto il male del mondo, da tutte le cose cattive della vita.»

Sasha continua a ripetere queste parole mentre culla il suo bambino. Nella sua mente, al riparo dalla realtà, Sasha immagina di sedere nuda a gambe incrociate, al centro di uno sconfinato palco, al buio, solo un bollo di luce dall’alto, di cui non si riesce a determinare la fonte, piove sulla sua figura delimitando un cerchio luminoso sotto di lei.

Tra le  braccia culla con amore un bambino. Il suo bambino. Frutto d’amore. Un amore sbagliato, perverso, cattivo.

«Non ti odio, bambino mio, non ti odio.» Continua a leggere

Memento Mori 22

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 22

Mimmìa si inginocchia e mette i palmi delle mani a terra, la vecchia schiena malandata si fa sentire, protende le labbra rugose e soffia nella piccola coppa di bronzo poggiata sul pavimento, un getto d’aria leggero e costante per attizzare le poche braci, da una ciotola di legno poco distante prende un cucchiaino e ne versa il contenuto nella coppa, a contatto con il carboncino incandescente la polvere grossolana, verde e gialla, produce una debole fiammata e poi comincia lentamente ad annerire, muta il suo stato come previsto dal rito. Volute di fumo grigio e denso si alzano e si spargono con calma indifferente diffondendo un odore intenso ed esotico.

Oltre la nube d’incenso, la femina accabbadora scorge una figura vinta e prostata.

Il mietitore è legato con il filo spinato, costretto in ginocchio, il bastone sotto le ascelle, dietro la schiena, i polsi giunti tra loro da spirali di ferro, le spalle piegate in avanti, in quella posizione può muovere solo la testa, ma la tiene bassa, il teschio a mala pena visibile sotto la tesa del cappuccio. Continua a leggere

Memento Mori 21

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 21

Max è seduto sul ciglio di un burrone. Sulle ginocchia ha un libro aperto. Un libro vecchio, non antico, uno di quei libri formato economico che ha passato una generazione o due, con le pagine ingiallite, macchiate e sformate dell’umidità. Non lo sta leggendo, guarda il deserto di cenere e più in là l’orizzonte, il colossale tentacolo nero che da una distanza incolmabile si piega fino a lui, lo sovrasta in paziente attesa, pianta le sue radici sulla piana di grafite un abisso più in basso.

Alle sue spalle, equidistante da lui e tra loro, i Mara lo osservano.

«Quindi lo stronzo di balena qui sopra ha cercato di fottermi, è così?»

«Le anime nere che lo compongono la colonna della dannazione hanno tentato di possederti» spiega una delle ragazze.

«Appunto. E voi mi avete salvato.»

I Mara rispondono a turno, senza lasciare pause tra le loro frasi.

«Noi siamo solo una manifestazione del tuo legame con la Tenebra.»

«Questo legame ha impedito loro di farlo.»

«Qualcosa della tua coscienza è rimasta imprigionata nella realtà.»

«Come è possibile?» chiede Max. Continua a leggere

Memento Mori 20

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 20

«Per carità, io non dico mai di no a una passeggiata…».

Carlotta lascia la frase in sospeso mentre si guarda attorno. Uno stabilimento abbandonato tra la Mediana e la rotonda di Borgo Piave.

«…ma perché sei voluto venire qua?»

Su quel lato della recinzione squadrata ci sono solo loro. Una macchina passa sulla stradina piena di dossi che corre quasi perpendicolare fino alla rotonda. Se urlare forse la sentirebbe, di sicuro però da lì non sono visibili.

«Esattamente non lo so.» Continua a leggere

Memento Mori 19

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 19

“La mamma ha ragione – pensa il bambino – ormai sono grande per avere paura… cos’è stato?”

La testa scatta di lato a scandagliare il buio impenetrabile alla sua destra. Le manine si aggrappano al lembo superiore della coperta. Qualcosa si è mosso, laggiù, nel buio. Delle cose più nere del nero, delle cose che non fanno nessun rumore, fa solo paura. Il suo lettino non è mai stato così grande, ci si sente perso e solo, come quella volta di notte nel parcheggio del cinema quando ha dovuto aspettare fuori dalla macchina mentre il papà cercava una cosa nel cruscotto. Ripensa alle parole della mamma.

«Hai sei anni, sei grande ormai, devi fare il bravo, quando andrai a scuola sarai l’unico ad avere paura del buio, ti prenderanno tutti in giro.»

Non vuole essere preso in giro, a dirla tutta non vuole neanche andare alla nuova scuola dei grandi, soprattutto non vuole avere paura. Continua a leggere

Memento Mori 18

Grim Reaper’s Tales
Memento Mori – parte 18

Acido lattico. Glie l’avevano detto i suoi amici che sarebbe arrivato. Il primo giorno di palestra è tragico per tutti. Il giorno dopo in realtà, quando gli sforzi che i muscoli poco allenati hanno dovuto compiere per tenere il passo con  l’idea che un diciottenne ha di sé si ripresentano tutti insieme e ti fanno venire voglia di non dare seguito all’esperienza con un secondo giorno di palestra. Appena distende le gambe lo sente, l’acido lattico. Gli capita si scoprirsi durante la notte e di arrivare infreddolito a mattina. Inoltre ha qualcosa sul naso, un pelucco o una piuma del piumino, nella peggiore delle ipotesi un ragno. Una volta si è trovato uno scarafaggio in fronte. Era a un campeggio. Dev’essere giorno da un po’, anche con gli occhi chiusi il buio è molto timido.

“Ma dove cavolo è finita la coperta?” si chiede allungando un piede. Si rende conto che ha ancora indosso i calzini.

“Forse oggi non c’è scuola.” Continua a leggere