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Delle luci a Natale

Anche stasera, come tutte le sere che Dio mette in terra, portavo il cane a spasso. Ore 18.30 circa.
Già mi preparavo a una splendida passeggiata sotto zero con Gegè al parco della Montagnola quando sento delle voci, un simpatico coretto, diciamo, che motteggia proprio davanti al primo ingresso, quello più vicino allo Sferisterio per intenderci.
Oh, che bello sono già partiti i cori di Natale, penso.
“Fuori! I fascisti! Dalla città!”
No, non è un coro natalizio… Sarà l’ennesimo collettivo anarchico che manifesta per qualche motivo tutto suo.
“Siamo! Tutti! Antifascisti!”
Ah, no, è il club degli illusi… Continua a leggere

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Revisioni…

Scrivere è bello, bellissimo. Il problema sono le revisioni…
In questo caso le correzioni in rosso riguardano un’antologia di racconti horror dal titolo provvisorio “Sette terribili verità”.

La gratitudine di uno sconosciuto

Con il caldo che fa ho iniziato da qualche giorno ormai a portare Gegè al parco un po’ più tardi. Ore 19 circa, o un pelo più avanti. Mi piace come orario, non è tranquillo come alle 6.30 del mattino – alle 6 e mezza il parco è vuoto, a meno di non mettermi a urlare è tranquillo per forza – ma comunque si respira un’aria di quiete molto simile. La lunga siesta serale, persone buttate al bivacco senza la benché minima voglia di fare alcunché. Persino chi sembra fare footing in realtà è immobile e si muove di moto apparente nella misura in cui sono io ad andargli incontro col cane.
Vabbè, forse esagero, è per dare un’idea dell’indolenza generale. Salvo piccole eccezioni. Continua a leggere

Un viaggio… da paura

Diario di bordo di una vacanza tra Budapest e la Transilvania

Tutto nasce da un’idea del nostro buon amico Salvatore (che prima di partire era un poco illustre sconosciuto, ma ormai è come un fratello. No, più come un compagno di riunione degli “Alcolisti dichiarati e mai pentiti”…). Cioè organizzare un viaggio tra l’Ungheria e la Romania per Stefano (nostro amico) e il suo nutrito gruppo (nostri amici). Salvatore ai suoi tempi ha studiato a Budapest… cioè, ha frequentato l’università a Buda… vabbè, ha vissuto per qualche tempo a Budapest e si è improvvisato guida turistica (e bisogna concedergli che improvvisa bene).

 

3 aprile 2005

Io (Loris), Agostino e Giorgio partiamo da Latina, ci accompagna Andrea (nostro amico, ma lui non viene) all’aeroporto di Fiumicino. Tutto bene a parte una quasi mortale prova di contorsionismo sul Grande Raccordo Anulare da parte del guidatore per sfilarsi il maglione (“Ma per …! Abbiamo fatto 80 chilometri di rettilineo, proprio in curva devi togliertelo?”) Continua a leggere

Il tempo delle ciliegie

Stamattina parlavo con Florin… Ah, già, chi è Florin… Florin è un ragazzone grande e grosso, circa della mia età, lo si può trovare quasi tutti i giorni su via Irnerio, dalla parte dei viali, tra via del Borgo e via Capo di Lucca.
È un meccanico, o almeno lo era, a casa sua, in Romania, qui da noi, in Italia, ha fatto per un po’ il muratore, a Forlì, quando ancora c’era l’aeroporto, in nero.
Che gli devo dire io a Florin? Dieci anni fa ho fatto per un po’ il muratore, in nero, ero un ragazzo e avevo più  voglia di lavorare di quanta ne avessi di rivendicare i miei diritti. Continua a leggere

Quella volta che passeggiando in estate per la città mi trovai a invidiare quei cinque – o – Apologia del piccione”

Quattro. Sono 4 di numero i piccioni che ho contribuito a salvare da quando sono a Bologna. 5 volatili se contiamo anche il pulcino di rondone. 4 piccioni, dicevo. Il mio contributo è stato per lo più raccattarli storditi o moribondi da per terra, metterli in una scatola da scarpe, fare dei buchi sul coperchio della scatola con una matita e portare la scatola ripiena di piccione alla Lipu più vicina (i veri eroi della situazione). Continua a leggere

Sorride sempre

Ogni giorno, due volte al giorno, porto Gegè al parco della Montagnola. Gegè è un cane.
Ogni giorno, da un po’ di tempo, incontro un ragazzo, dice di chiamarsi Bob. Bob avrà una ventina d’anni, è gentile e premuroso, ogni giorno, dicevo, o quasi, mi aspetta all’ingresso del parco, mi saluta e mi chiede “come va? tutto a posto?”.
Bob sorride sempre. Continua a leggere