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Il problema del razzismo

Il problema è che continuiamo a dare legittimità al razzismo considerandolo una tendenza politica o psicologica, quando, invece, non è altro che una grave forma di ritardo culturale, quando è determinato dall’ignoranza, o di sottosviluppo sociale, quando ha un profitto come secondo fine.
Al pari dell’analfabetismo, il razzismo è una lacuna personale o di comunità, e le lacune vanno colmate, non giustificate.

altro, poesia

La lista

Eravamo d’accordo quasi tutti
sull’idea che nessuno fosse uguale
C’erano i belli e c’erano i brutti.
E in questo non vedevamo alcun male.

“Amici, non è un problema d’aspetto.
Qui non è una questione di bellezza,
per Dio, ma di bontà!” disse l’eletto.
E iniziò a tirare una strana brezza.

“Se noi siamo i buoni” diceva il coro
“– Perché buoni noi lo siamo di certo –
i cattivi devono essere loro,
quelli passati dal portone aperto”.

Per prima cosa chiusero i portoni.
C’erano i buoni e c’erano i cattivi.
E i cattivi eran diversi dai buoni:
cattivi solamente perché vivi.

Poi decisero di fare una lista
in base al criterio della bontà.
Qualcuno diceva “è un punto di vista”,
ma era solo un punto di cecità.

Si chiedeva qualcun altro “Ancora?
Non impariamo mai niente? Ma come?”
“Preoccupati” rispondevano allora
“Che sulla lista non ci sia il tuo nome”.

altro, poesia

Con le braccia chiuse

Il volto imperturbabile ai soprursi,
le braccia incrociate, chiuse, in attesa
dei vinti: la posa dei vincitori,
contro il sole che sorge all’orizzonte.

Con le braccia, anche gli occhi si son chiusi
per non vedere quella mano tesa;
e così si sono chiusi anche i cuori
nella morsa dell’acqua sotto un ponte.

Ogni bocca chiusa oggi racconta
il rifiuto per le vite sofferte.
Sappiatelo, quando il sole tramonta
fa freddo anche con le braccia conserte.
Non voltiamo le spalle a questa onta:
rimaniamo con le braccia aperte.