6 terribili verità, narrativa

Quando calano le tenebre – parte 1

6 terribili verità – Seconda verità

«Signor Livi?»

«Sì, sono io.»

L’uomo anziano si appoggiò sulla maniglia della porta di casa per sporgersi verso i suoi interlocutori: aveva dimenticato gli occhiali con le lenti progressive sul tavolino vicino alla poltrona. Li scrutò entrambi, con curiosità mentre grattava con la punta dell’indice una vecchia cicatrice che gli tagliava trasversalmente il sopracciglio destro. Non li conosceva, ma non gli sembravano cattivi ragazzi.

«Come posso aiutarvi?» chiese. Continue reading “Quando calano le tenebre – parte 1”

poesia

Eccoti, un fiore

Vorrei avere sempre con me un fiore
da porgere a chi è triste, oppure offeso.
Per dire ciò che non si può scrivere.

Per dire che ogni giorno un po’ si muore,
uccisi, schiacciati da un grande peso,
o traditi, ma bisogna vivere.

Vorrei avere sempre un fiore con me,
per guarire le offese col perdono,
per fermare il pianto con un sorriso.

Un fiore che tengo solo per te,
perché vorrei farti un piccolo dono
perché anche oggi un po’ mi hanno ucciso,

ma tu sei il fiore che mi è stato porto
come gesto di estrema gentilezza
quando un po’ credevo di essere morto
e potevo vivere di una carezza.

narrativa

6 notti 6 giorni

Prima notte_

Lui si sveglia, è tempo di andare a caccia, come ogni notte. Deve uscire dalla sua tana, rassicurante, sicura, e allontanarsi per cacciare. Sa dove andare a cercare la preda, lo sa sempre, non c’è notte che non vi sia una preda da cacciare. Non si domanda perché, Lui, sente i morsi della fame ed esce. Fuori dalla tana si gira a controllare, che non ci sia nessuno, che non ci siano altri predatori, che nessuno lo segua, come ogni notte. E non c’è nessuno, come ogni notte. Controlla perché deve.

La preda è da qualche parte li fuori nella palude, ne sente l’odore, può percepirne la presenza. Continue reading “6 notti 6 giorni”

narrativa

Evoluzione innaturale

«Raamiz! Raamiz, dove cazzo sei?»

La porta sul retro del “Lufti Kebab” si spalanca sotto la spinta di un uomo sulla sessantina, con indosso un grembiule bianco, dalla carnagione scura e l’aria visibilmente alterata.

Raamiz lo guarda con occhi supplicanti mettendo una mano sul microfono del cellulare.

«Lufti, dammi sono un minuto, maihairbani[1]». Continue reading “Evoluzione innaturale”

narrativa

Samhain

La notte era qualcosa di palpabile appena fuori le luci e i rumori del centro, appena al di là del cuore della festa la notte era un’entità amorfa e aliena che diramava i suoi tentacoli umidi in tutte le direzioni avvolgendo strade, marciapiedi, case, palazzi. E persone.

Di solito l’oscurità riusciva convincere i pacifici e pavidi abitanti della periferia residenziale a rimanere dentro le loro case, ma quella sera invitava molti a scendere in strada per sfidare il buio tra un lampione e l’altro, nonostante il freddo e la nebbia. Continue reading “Samhain”

L'ora della scimmia, narrativa

L’ora della scimmia – capitolo 3

«Non sono uno di voi».

Lolo non alza neanche la faccia mentre lo dice, continua a riempire lo zaino con le sue cose. Una sacca più che lo zaino. Una vecchia sacca da marinaio in tela verde e cuoio; la stessa che si porta dietro ogni volta che lascia la città da ormai quasi dieci anni, cioè da quando Bato gliel’ha regalata quando era bambino.

«Sì che lo sei» ribatte Rasnia alle sue spalle.

«Non per tutti». Continue reading “L’ora della scimmia – capitolo 3”

poesia

La felicità in vita

Poca è la felicità in questa vita
e come un misero pasto si presenta:
sembra una scodella di polenta,
ma ha il sapore della merda candita.

L’hai chiesta tu a chi te l’ha servita,
forse è meglio che nessuno ti senta.
Prima che di troppa fiducia tu ti penta,
bada al tuo caro amico sodomita:

Affinché i poveri ai ricchi siano grati
si dice questa cosa molto umana:
che siamo tutti fratelli amati.

E quindi la domanda non parrà strana:
dallo stesso padre siamo tutti nati
o è la mamma che è’na grande puttana?