Archivio dell'autore: Loris

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Scrivo per passione.

UBI 7

CAPITOLO 7 – Il piccolo re

Ubi e Avis camminavano da diverso tempo sotto le fogne, quando si erano dovuti fermare: il tunnel che stavano percorrendo si divideva in due cunicoli identici tra loro.

Non sapendo che strada imboccare, Ubi staccò una penna dalla coda di Avis – che non era molto d’accordo, ma ormai era fatta – e la gettò più in alto che poté. La piuma ondeggiò un po’ da una parte e dall’altra, come se galleggiasse in aria, poi iniziò a scendere, fece una piroetta, scivolò da un lato, si capovolse, alla fine cambiò direzione e si posò alla loro destra.

Avis fece una scrollata di ali e si mise a zampettare in quella direzione, seguito dall’homunculus. Continua a leggere

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UBI 6

CAPITOLO 6 – Dentro e fuori

Il Manichino camminava a passo spedito al lato del ruscelletto di acqua melmosa e putrida che scorreva nel cunicolo sotterraneo.

Marika, tenuta stretta sulla sua spalla, non la smetteva di scalciare e di gridare.

«Lasciami andare! Brutto stupido!»

Ma lui continuava ad andare avanti, incurante degli scarafaggi e delle altre cosine con tante zampe che gli brulicavano tra i piedi.

«Lasciami!»

La voce di Marika si fece piccola piccola.

«Per favore…»

E scoppiò a piangere.

«Voglio la mia mamma!»

Il Manichino la posò per terra e si chinò su di lei muovendo il dito avanti e indietro per ammonirla con atteggiamento severo.

La bambina tacque per un attimo, tirando su con il naso, ma poi non riuscì a trattenersi e si mise di nuovo a piangere, più forte di prima. Continua a leggere

UBI 5

CAPITOLO 5 – Un nuovo giorno

Quella mattina, Ubi e Caco erano sdraiati sul bordo letto e guardavano Marika correre avanti e indietro, da una parte e dall’altra della cameretta farfugliando qualcosa con una fetta di pane e marmellata in bocca.

Apriva e chiudeva cassetti e armadi, prendeva vestiti a caso, li indossava e poi li toglieva gettandoli in giro.

Nel giro di cinque minuti era riuscita a mettere a soqquadro tutta la stanza, però era vestita, con i calzini di colore diverso, ma vestita.

Dal piano di sotto si sentì la voce della mamma.

«Sei prontaaa?»

«Sììì» rispose la bambina.

«Anche la cartellaaa?»

Lo sguardo di Marika corse alla cartella appesa all’appendiabiti, aperta, con i quaderni e i libri ficcati dentro a forza. Si diede un colpo in fronte con il palmo della mano. Continua a leggere

UBI 4

CAPITOLO 4 – A casa di Marika

Marika viveva in una bella casetta con la mamma, il papà e un cane di nome Caco, uno di quei cani con il pelo corto corto e il nasone. La sua cameretta era al primo piano e si affacciava sul giardino davanti l’ingresso. A essere precisi, si affacciava sulla chioma di un albero che cresceva nel giardino. Non era il massimo per osservare il panorama, ma poteva tornare comodo in altre occasioni.

In quella cameretta, Ubi cominciò a pensare che forse non era stata una buona idea andarsene dal laboratorio del Mago. Forse perché Caco lo aveva scambiato per uno dei suoi pupazzi e ora correva da tutte le parti tenendoselo in bocca.

«Vieni subito qui!» urlò Marika. Continua a leggere