Leggere:tutti L’ora della scimmia

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Riporto di seguito la recensione de “L’ora della scimmia“, scritta sa Serena Bedini e pubblicata su Leggere:tutti

“Un urban fantasy scritto con stile fluido, inarrestabile come all’inizio del volume è la corsa di Lolo, protagonista del romanzo. Un ragazzo nomade che sfugge alle regole della sua comunità e decide di proseguire il suo cammino da solo, a seguito di un piccolo furto e delle inevitabili conseguenze che rischia di pagare. E tuttavia la trama si evolve in modo inaspettato dopo un centinaio di pagine, riuscendo a creare un mix perfetto di azione, emozione e temi di grande attualità, come l’emarginazione, la xenofobia, la vita in una società sempre più falsa e meno facilmente decifrabile, ma anche intrecciando sapientemente fantasia e filosofia morale, religione e politica. E poi c’è altro: c’è la delicatezza con cui certe problematiche vengono trattati, c’è un sentimento autentico e profondo come quello che Lolo ha intrecciato con Rasnia, c’è il tema della fuga da una realtà familiare, ristretta e conosciuta come quella della comunità nomade, e quello del viaggio verso l’ignoto, il pericolo, la conoscenza. E proprio in questa avventura sta la scoperta di un mondo tanto autentico in quanto fatto di calunnie e falsità nel quale Lolo può solo uscire vincitore in un modo: trovando se stesso. È dunque la ricerca dell’identità attraverso l’esperienza della solitudine, dell’isolamento e della vita vera a essere un altro dei temi centrali di questo romanzo, così intenso da risultare appassionante nella sua capacità di attirare nelle pieghe della trama, senza permettere al lettore di lasciarlo. Nella metafora dell’urban fantasy, Fabrizi riesce nell’intento di narrare una fiaba moderna con cui mostrarci, come in uno specchio, la nostra civiltà e renderci consapevoli che, scrutando nella nostra interiorità, potremo riuscire a scorgere la parte più vera di noi stessi e acquisire la capacità di squarciare il Velo della Grande Menzogna. La struttura dell’opera è affascinante e ben studiata: un’architettura complessa che tuttavia non manca di stabilità, ma anzi si innalza sicura, rendendo la trama piacevole, mai scontata.”

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