Storiella 3 – La danza degli Astra

AstraMondo si chiama così perché è il mondo degli Astra. Cioè, è un mondo ricco di vita e pieno di creature diverse, ma gli Astra sono stati i suoi primi abitanti. Appena creato, infatti, il Mondo era vuoto, non ci viveva nessuno. Era molto grazioso, bisogna dirlo, ma piuttosto noioso. Gli Astra, invece, appena emersi dall’Etere che li aveva generati, subito si misero a danzare.

Immaginate tantissimi fantasmini luminescenti che ballano in una nebbia sbrilluccicante accompagnati dalla melodia del Cosmo.

Su questo punto, gli astralogi, gli esperti di astralogia, la scienza che studia gli Astra, non la pensano tutti allo stesso modo. Per alcuni, la melodia del Cosmo c’è sempre stata, perché è il suo respiro vitale; per altri, invece, il Cosmo ha cominciato a cantare o a suonare per stare dietro alla danza degli Astra.

La cosa certa, però, è che gli Astra danzavano attorno al Mondo e la loro danza era così allegra e coinvolgente che, dopo un certo tempo, anche al Mondo venne voglia di danzare come loro.

All’inizio gli era bastato averli attorno, il loro movimento incessante lo metteva di buon umore, poi però si era detto “Perché no?” e aveva provato a imitarli.

Per una palla, quale era il Mondo, però, danzare non era proprio una cosa facile, così cominciò a fare l’unica cosa che gli riuscisse bene: girare.

Girava su se stesso, sempre più veloce. Così veloce che le Materie di cui era composto si mischiarono tutte: quelle più vicine al centro risalirono verso la superficie e quelle più fuori si tuffarono giù verso l’interno.

Altre ancora, infastidite da tutto quello scombussolamento, si lanciarono nel Cosmo e formarono un altro piccolo mondo: la Luna.

Insomma, nulla era più in ordine e quando il disordine fu talmente grande che niente poteva più tornare a posto…

BOOOOOOOMMM!!!

Ci fu un’esplosione tanto forte che il Grande Astra si svegliò di soprassalto dal suo pisolino.

Ed è per questo che si dice ancora oggi, di qualcuno che balla veramente bene, “quello sì che balla col botto”. 

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