Storiella 15 – La tempesta e i bambini

C’è una filastrocca molto antica che ancora viene recitata dai tizi di AstraMondo, tramandata dai genitori ai figli, e fa così.

Viene di notte la grande tempesta

per spaventare bambini e bambine.

Cuore sul cuore, testa alla testa

stringono forte le loro manine.

Una candela spenta ciascuno,

prendono quasi tutto il suo fuoco.

Una girandola in mano ad ognuno,

lascian del vento meno che poco.

Senza bicchiere non resta nessuno,

moltissima l’acqua ch’è stata raccolta.

Dentro un sacchetto, uno per uno,

metton la terra un poco alla volta.

Va la tempesta, corre lontano

fugge e rifugge se ti avvicini,

trema a vedere una piccola mano

per il timor di bambine e bambini.

Si tramanda dal tempo in cui i geni degli elementi erano grandi e grossi, dominavano su tutto ed erano stufi di vedere questi esserini – cioè i tizi – piccoli per loro come formiche, che urlavano e correvano ovunque appena loro si muovevano.

Ora, c’è da dire che quando si muoveva un genio della terra, si scatenava un terremoto; uno dell’aria, un tornado e così via.

Comunque, decisero di unirsi e sbarazzarsi per sempre dei tizi.

Unirsi è un modo di dire che vuol dire fare qualcosa insieme, ma per i gradi geni significava proprio unirsi, diventare una cosa sola.

Si unirono i quattro geni più grandi dell’aria, dell’acqua, della terra e del fuoco, e divennero una gigantesca Tempesta di vento, pioggia, polvere e fulmini, una cosa mai vista e spaventosissima.

Per fortuna i geni sono piuttosto lenti, specie quelli grossi, così i tizi ebbero modo di unirsi anche loro, nel senso di fare qualcosa insieme, però.

Così quando la Tempesta venne loro incontro per spazzarli via, gli uomini e le donne la affrontarono come un sol uomo e… niente, furono spazzati via.

Rimasero solo i bambini, che, un pezzettino alla volta – come racconta la filastrocca – fecero diventare Tempesta più piccolo di loro, mentre gli altri geni, ancora grandi e grossi se la svignavano per paura di fare la stessa fine.

È per questo che ancora oggi, i geni hanno grande rispetto per i bambini.

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