Le campane di San Pietroburgo, di Jessica Marchionne (Words Edizioni)

“Sei mai stato così vicino alla realizzazione di un sogno, tanto da non crederlo possibile?”

Al suo culmine, questo breve romanzo, dallo stile fluido e coinvolgente, potrebbe sembrare la storia di un sogno esageratamente bello, che nel pieno del disastro, quando ogni certezza è venuta meno, diventa realtà.
Quando sono arrivato alla fine della prima parte, però, ho pensato che quel sogno, infondo, non era piùal centro del mio interesse, perché anche il protagonista era andato oltre.
Segnato fin da bambino dalla pochezza umana e dalla perdita delle poche persone amate – le sole ad averlo spinto a desiderare di essere felice  usando la fantasia dove la realtà non poteva giungere – si trova a vivere una fiaba alternativa, dove è la principessa a salvare lui, dove la magia esiste, ma solo se cuoi crederci, dove il lieto fine è nei sentimenti che i “cattivi” non potranno mai distruggere.
Una fiaba matura in cui viviamo la perdita di un’innocenza infantile, che ha significato gioia e spensieratezza solo nella fuga da una realtà triste, sostituita da una purezza possibile solo nella consapevolezza adulta.
La seconda parte del libro affronta gli stessi eventi sotto un altro punto di vista e un piano temporale leggermente sfasato.
Sembra allontanarsi dalla fiaba malinconica della prima parte per poi ricongiungervisi verso la fine, nella magia dei sogni, della speranza, ma anche nella considerazione che persino nelle situazioni da cui non ci si può salvare, la felicità è più importante del successo dell’impresa.
Lo sfondo di questo accenno ucronico è la Russia della rivoluzione sovietica, per cui non mancano valutazioni socio-politiche, anche molto definite, nelle parole e nei pensieri dei personaggi, ma come altri aspetti meritevoli di approfondimento, rimane un concetto personale in nuce tra le conseguenze disastrose della grande storia, per la volontà, mi è parso di capire, di non intaccare troppo con nessi reali l’atmosfera onirica e sospesa, quasi atemporale, che accompagna la lettura dall’inizio alla fine.

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