Nel cassetto

Sento il peso di occhiaie profonde
“È questo il senso di cui mi parlavi?”
domando a un impeto giovanile”

Giorni ordinati in altissime pile?
Chi ci ha reso dei liberi schiavi?”
Domande a cui nessuno risponde

Segni di una notte troppo breve
e di un’altra aurora maldisposta
a confrontarsi col mio risveglio

Non so se davvero così è meglio,
perché mi nega ogni altra risposta
che non sia “Si fa quello che si deve”

L’immagine di un sogno perfetto,
grigia tra gli spettri del mattino;
progetti, speranze, aspettative

morte alla realtà dei fatti, vive
nel sogno assurdo d’un io bambino:
un arcobaleno nel cassetto

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