La mèsse

Il vecchio schiavo prese il grande tomo,
lo posò sul grembo e, aperto, lesse
quello che era scritto in calce
“Cosa accade quando la falce,
mio signore, s’incontra con la mèsse?
È questo che deve temere l’uomo?

Nessuno rispose a quelle parole,
così lo schiavo lesse un altro brano
“Nel tempo di mietitura,
voi non abbiate paura:
ci leviamo come spighe di grano
nella pianura, baciate dal sole”

“Ormai ho più passato che futuro”
Disse lo schiavo “Non temo il raccolto”
E lesse le ultime righe
“Cresceremo come spighe
se un sorriso che s’allarga sul volto
sarà oggi un campo di grano maturo”

Passata alla trebbia la spiga inerme,
separata la crusca dalla spelta,
rimane il chicco perlato
che deve essere spezzato
per non pentirsi di ogni propria scelta,
per giungere al cuore e cogliere il germe

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