L’ibisco nell’apocalisse

Apparteniamo alle gesta
di un amore che si libra
oltre i nostri sentimenti.

Dimmi che anche tu senti
nell’aria e in ogni fibra
l’avvicinarsi della tempesta.

Dimmi che anche tu vedi
le nuvole coprire il cielo
sopra i nostri pensieri.

Come eravamo fieri
di noi, ciò che io anelo
di noi, ciò che tu credi.

Dalle nostre emozioni
nate alla luce del sole
nacque un fiore d’ibisco;

ora parli e io non capisco,
il senso delle tue parole
si perde nel boato dei tuoni;

come se il tuo io svanisse
tra il bagliore del lampo
e l’oscurità che viene dopo,

rimango senza scopo,
rimango, senza scampo
di fronte l’apocalisse.

Solo io lo vedo,
il cielo, ora di piombo;
solo io lo sento,

il grido nel vento,
il suo grave rimbombo
in risposta al tuo credo.

Volano petali sparsi
d’un ibisco bianco e rosa
nella furia della tormenta,

placando l’ira violenta
dove il fiore si posa,
dove è fragile amarsi.

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