Tra sorci e porci

Scrissi questo sonetto qualche anno fa (dal linguaggio si direbbe qualche secolo…), quando la situazione politica, in teoria, era un’altra, ma cambiata la voce che incita la folla, il fatto è che la guerra ai poveri, tra poveri e dei poveri continua.

In citade s’assoldan berrovieri
per cacciare manente tutti i sorci
ca movensi all’ombra delli torci
alla cerca di cibo e pochi averi.

Lesti i cacciator s’adusan fieri
e noi lassi non badiamo i porci
ca di lor querceti, sanz’opporci,
meniamo nei palazzi de’ quartieri.

Or hanno lor lo scettro e lo danaro
e tu pensiti d’esser cavaliere,
ma nemmeno pòi dicerti porcaro.

Pensi male o te l’hanno data a bere,
che che ‘l male colli topi lo scacciaro?
“Nullo male!” lo mal fatti savere.

2 risposte a "Tra sorci e porci"

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