narrativa

AstraMondo

C’era una volta il Cosmo. E c’era il Grande Astra. Non si sa chi fosse arrivato prima.

Una volta il Grande Astra fece uno starnuto e fu così che creò le Stelle, ma a parte questo episodio, la sua maggiore occupazione consisteva di solito nel fare… nulla.

Insomma, il Grande Astra si annoiava da morire; così prese a manciate ogni Materia che trovava nel Cosmo e cominciò a modellarle.

Purtroppo, poiché non lo aveva mai fatto, non era molto abile: con la prima manciata fece una palla, la seconda manciata ce l’appallottolò sopra, lo stesso fece con la terza e così via con tutte le altre. Alla fine si trovò con una gigantesca sfera fatta di Materie diverse una dentro l’altra: il Mondo.

Il Mondo era così grande che non si riusciva più a manipolare; al Grande Astra, però, era rimasta un’ultima manciata di Materia. Dispiaciuto di non poterla aggiungere al suo capolavoro, pensò bene di sbriciolarla e di soffiarla attorno al Mondo.

Questa polvere rimase sospesa nel Cosmo, senza disperdersi, né depositarsi, come una nebbiolina luccicante: l’Etere. Il Grande Astra cominciò a complimentarsi con se stesso per il bel lavoro svolto e l’Etere, sentendo le sue parole, iniziò a pensare. E più pensava e più diceva meravigliato fra sé e sé “ma io esisto!”.

E più esisteva e più prendeva forma. Una, dieci, cento, mille forme. Migliaia di piccoli fantasmi, che, rischiarati dalla luce delle Stelle, danzavano allegramente nell’Etere.

La loro danza era così allegra e coinvolgente che anche la Mondo venne voglia di danzare.

Per una palla, quale era il Mondo, però, danzare non era proprio una cosa facile, così cominciò a fare l’unica cosa che gli riuscisse bene: girare.

Girava su se stesso, sempre più velocemente. Così velocemente che le Materie di cui era composto, da che era ben divise, si mischiarono tutte: quelle più vicine al centro scavarono verso la superficie e quelle più fuori si tuffarono giù verso il centro. Altre ancora, infastidite, si lanciarono nel Cosmo e formarono un altro piccolo mondo: la Luna. Insomma, nulla era più in ordine nel Cosmo e quando il disordine fu talmente grande che niente poteva più tornare a posto…

BOOOOOOOMMM!!!

Ci fu una grande esplosione di folgori che spazzò via, lontano nel Cosmo, gli Astra, che nel frattempo non si erano accorti di nulla e continuavano a danzare.

Alcuni Astra furono colpiti direttamente dalle folgori e quando scesero sul Mondo per riprendere fiato, si accorsero di non riuscire più a tornare nell’Etere, allora rimasero lì e impararono a usare le folgori che li pervadevano per fare praticamente ogni cosa. Chiamarono quest’arte Magio e loro stessi vennero chiamati Magi.

Altri Astra, invece, furono appena sfiorati dalle folgori, che con il loro movimento a zig-zag li cucirono sull’Etere, così ne divennero i guardiani, chiamati i Croni. Erano infatti troppo vicini al Mondo per potersene allontanare, ma troppo lontani per poter scendere sulla superficie come avevano fatto i Magi.

L’Etere che era stato bruciato dalle folgori divenne cenere, che, soffiata via delle Stelle, in parte divenne un grande nuvolone nero che cominciò a girare attorno al Mondo, la Notte; in parte cadde sul Mondo stesso attaccandosi su ogni cosa, l’Ombra.

Nel frattempo gli altri Astra che erano stati scagliati nel Cosmo non si ritrovarono più: chi era capitato più vicino, chi più lontano, chi lontanissimo. Tutti avevano paura e nostalgia di casa, così decisero di tornare verso il Mondo.

I primi a tornare furono i più vicini, che avevano visto poco il Cosmo e pensavano che esistesse solo la Materia, così entrarono nelle Materie del Mondo e si fecero dei corpi per evitare di volare nuovamente via nel Cosmo. In questo modo nacquero i Geni (dell’Aria, dell’Acqua, della Terra, del Fuoco ecc).

Poi tornarono gli Astra che erano andati un po’ più lontano e avevano immaginato una cosa chiamata Vita, triste perché prima o poi finisce, ma bellissima perché rinasce ogni volta. Così nel farsi un corpo decisero di diventare Piante, che sono vive.

Il terzo gruppo di Astra fu quello che era arrivato fino al centro del Cosmo e aveva immaginato che oltre la Vita ci fossero anche le Sensazioni, alcune belle, altre brutte, ma tutte molto emozionanti. Tornarono sul Mondo e divennero Animali, che sono vivi e provano sensazioni.

Alcuni Astra erano arrivati fino ai confini del Cosmo, videro le ultime Stelle, immaginarono che ci fosse la Vita, che dalla Vita si generassero Sensazioni e che le Sensazioni fossero la scintilla da cui scaturisce il Pensiero. Mentre tornavano indietro un piccolo gruppo si perse lungo la strada. Comunque quelli che riuscirono a giungere sul Mondo si scelsero corpi adatti a loro e divennero Folletti, che sono vivi, provano sensazioni e pensano.

E il gruppo che si era perso?

Quei poveri girovagarono a lungo per il Cosmo, fino a che non incontrarono il Grande Astra, che gli indicò la strada giusta da seguire e gli mostrò anche quella da non seguire. Così tornarono sul Mondo e divennero Umani, che sono vivi, provano sensazioni, pensano e sanno distinguere il bene dal male.

“Che mondo bello pieno” pensarono i Croni guardando in giù dall’Etere, così pieno che quasi non c’era più spazio, così decisero di non far entrare più nessuno.

Ma poco dopo arrivarono altri Astra, quelli che erano stati scagliati più lontani di tutti, oltre i confini del Cosmo, oltre le ultime Stelle, dove c’era solo buio e nel buio non erano riusciti a immaginare niente di bello. Non trovando più posto nel Mondo si nascosero nella Notte e da allora, di tanto in tanto, quando i Croni sono distratti, ne approfittano per scendere sul Mondo a piccoli gruppi e nascondersi nelle Ombre.

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