canzoni, teatro

Il Sogno di Alice

IL SOGNO DI ALICE
storia recitata e cantata

Illustrazioni di Simone Monaco

 

1 – ECCO ALICE

Alice è una bimba assai curiosa,
parla con i gatti, intreccia collane,
immagina una terra favolosa
dove accadono le cose più strane.

La storia che adesso vi narro
è la storia che nessuno sa
di come il suo sogno più bizzarro
un giorno è diventato realtà

Alice non tiene più le briglie
della sua grande fantasia
e così sogna di andare via
nel Paese delle Meraviglie

 

2 – IL BIANCONIGLIO

Ed ecco Alice che studia di malavoglia
un libro grande, pesante e noioso
e mentre sfoglia e risfoglia e risfoglia…
accade un fatto quanto mai curioso.

Spunta da un cespuglio del giardino,
corre e le passa di fianco,
con occhiali, panciotto e farfallino,
un grosso coniglio tutto bianco.

“È tardi!” strilla il Bianconiglio “Ho fretta!”
Ma dove andrà con tanta premura?
Per Alice è l’occasione perfetta
per iniziare una nuova avventura.

Così corre, corre, corre a più non posso,
un Bianconiglio e dietro una bimba bionda.
Corre sul prato, dentro nel bosco, salta un fosso,
inciampa e cade in una buca profonda.

Di tutto quello che poteva accadere,
la piccola Alice comincia a cadere.

Cadi, cadi, Alice, cadi, Alice, cadi.

 

3 – GRANDE GRANDE PICCOLA PICCOLA

Povera Alice, è caduta nel tranello.
Precipita, ruzzola e cade come un sasso,
ma la gonna si apre come un ombrello,
volteggia sospesa e atterra un po’ più in basso.

Sul fondo della buca, purtroppo, non l’aspetta
nessun coniglio del colore della neve,
trova solo una piccola bottiglietta
con sopra scritto “bevimi” e Alice beve.

Beve un sorso e diventa piccina piccina,
tanto che la bottiglietta le pare enorme.
Poi del Bianconiglio segue le orme
fino a una casetta davvero carina.

Entra nella casa e mangia un biscotto
e diventa un gigante, tanto è cresciuta.
La casa è del coniglio col panciotto,
che le dà una carota e ritorna minuta.

Non voleva essere né grande, né piccina;
cominciò a piangere, povera bambina.

Piangi, piangi, Alice, piangi, Alice, piangi.

 

4 – LA CORSA SCOMPIGLIATA

Alice, a questo punto del racconto,
comincia a piangere di brutto
e senza che se ne rendesse conto,
piangendo aveva allagato tutto.

Arrivano, così, animali d’ogni sorta,
zuppi di lacrime, con l’aria sconsolata
che per asciugarsi e farla corta
decisero di fare una corsa scompigliata.

Tanti animali sulla riva del mare
per fare una gara che non si può spiegare,
in fila attorno a un area circolare
cominciano a correre quando gli pare.

E via di corsa, la corsa confusa
Chi cade, chi sbatte, non chiedono scusa,
chi parte, chi smette alla rinfusa
finché per qualcuno la corsa è conclusa.

“La corsa è finita!” grida qualcuno.
“Allora chi ha vinto?” gridano appresso.
“Tutti hanno vinto, c’è un premio per uno.
I premi li ha Alice, prendiamoli adesso!”

E via di corsa, la corsa confusa
Chi cade, chi sbatte, non chiedono scusa,
chi parte, chi smette alla rinfusa
finché per qualcuno la corsa è conclusa.

“La corsa è finita!” gridano in coro.
Stavolta davvero e se ne vanno tutti
portando un piccolo premio con loro,
strano a dirsi, ma comunque asciutti.

Di tutto quello che poteva fare,
come un segugio comincia a cercare

Cerca, cerca, Alice, cerca, Alice, cerca.

 

5 – IL BRUCALIFFO

Cercando, Alice, sente un suono misterioso
lo segue finché non trova adagiato
su un fungo un bruco assai altezzoso,
che le dice: “Brucaliffo, io esser chiamato.”

“U-o-i-e-a A-e-i-o-u.
Che cosa essere tu?”
“Rimpicciolita sei a bere un intruglio?

Io non capirci. È un bel guazzabuglio.”
“Tu essere esattevolmente cosa,
che alteggi tanto non più d’una rosa?”

Alice fa un racconto abbastanza lungo
dei suoi guai; piange anche se non vuole.
Alla fine il bruco scende dal suo fungo
e nell’andare via le rivolge alcune parole.

“A-e-i-o-u U-o-i-e-a.
Tu vedere quel fungo là?”
“Mangialo e diventare grande.”
Detto questo il bruco traballa,
s’avvolge nel suo bozzolo e s’espande
ed esce fuori come una farfalla.

Non sapendo che cos’altro fare
Dà retta al bruco e si mette a mangiare.

Mangia, mangia il fungo, mangia, Alice, mangia.

 

6 – LO STREGATTO

Di nuovo cresciuta, Alice si ritrova
in un bosco dall’aspetto stregato.
Prova a uscirne, prova e riprova,
corre e ricorre, ma resta senza fiato.

Non sa dove andare, Alice s’è persa,
il bosco è grande, con mille sentieri
e cartelli, uno per ogni una strada diversa.
Quante direzioni, Alice, quanti pensieri.

Muoviti!
In alto! In basso! Da questa Parte!
Si ferma un momento e dopo riparte.
A destra! A sinistra! Indietro! Avanti!
Scegli un sentiero tra tutti quanti.

 Che fare, Alice? Dove andare?
Chiedilo al gatto che appare e scompare.

Eccolo!
In alto! In basso! Da questa Parte!
Si ferma un momento e dopo riparte.
A destra! A sinistra! Indietro! Avanti!
E solo uno, ma sembrano tanti.

“Se cerchi il Bianconiglio” dice il gatto
“Io chiederei al Cappellaio Matto”

Con tutto quello che le poteva capitare,
alla fine Alice si trova a festeggiare.

Festa! Festa! Alice. Festa! Alice. Festa!

 

7 – BUON NON-COMPLEANNO

Va avanti, Alice, per nulla sicura,
ma questa storia non è ancora finita,
fa capolino, infatti, in un’ampia radura
dove può vedere una tavola imbandita.

È finita nel mezzo della festa organizzata
dal Leprotto Bisestile e dal Matto Cappellaio.
Tra tazze, teiere, zucchero e marmellata,
questo non-compleanno è un vero guaio.

Il Cappellaio Matto
aggiunge distratto
del sale al suo tè
poi chiede perché
ha un gusto un po’ strano,
allunga la mano
e prende il limone
ma fa confusione,
lo mischia alla panna,
zucchero di canna
usa se è sciapo,
s’alza il copricapo
ma sotto il cappello
c’è un altro cappello
e un altro di sotto.
Risponde il Leprotto
allo strano saluto
e dà il benvenuto
alzando una tazza;
Bisestile è di razza,
un po’ fuori di testa,
pretende una festa
ogni giorno dell’anno.
“Buon non-compleanno!”

Di tutte le cose a cui poteva pensare
Alice, un po’ stanca, pensa a tornare.

Torna, torna, Alice, torna, Alice, torna.

 

8 – LA REGINA DI CUORI

Alice ripensa alla sua casa lontana
E ricompare lo Stregatto all’improvviso.
“Sei ancora qui?” dice “Che cosa strana.”
Poi svanisce del tutto, resto solo il sorriso

E le chiede “Posso darti un consiglio?”
“Sembri triste, bambina, forse lo ignori,
ma se vuoi ritrovare il Bianconiglio,
devi andare dalla Regina di Cuori.”

Sono io la Regina di Cuori,
mio è il paese con ogni sua strada,
io decido chi è dentro e chi fuori
e tu farai solo ciò che m’aggrada.

Inchinati, Alice,
la tua regina dice:
stai composta, Alice,
questo far non ti si addice.
Giochiamo assieme, Alice,
che c’è? Non sei felice?
Ora salta, Alice,
attenta alla radice.
Non sbafare, Alice,
stai nella cornice.
Pittura in fretta, Alice,
passa bene la vernice.
Che cosa fai, Alice?
Sono io l’imperatrice!
Adesso dove vai?
Questo è solo un sogno, sai?

Sono io la Regina di Cuori,
son colei che il paese sorveglia,
io decido chi è dentro e chi fuori,
e tu sei fuori, Alice! Sveglia!

Di tutte le cose che poteva sognare,
Alice sogna di volersi svegliare.

Sveglia, sveglia, Alice, sveglia, Alice, sveglia.

 

9 – NOSTALGIA DELLE MERAVIGLIE

La storia che vi ho appena narrato
forse è troppo lunga, o troppo corta,
tanto è stato solo un sogno strampalato?
O no? In ogni caso non importa,

perché Alice si è svegliata dal sogno
divertita dalle sue strambe imprese,
lei sa che quando ne avrà ancora bisogno
potrà tornare in quel magico paese.

Alice non tiene più le briglie
della sua grande fantasia.
Alice ha già nostalgia
del Paese delle Meraviglie.

 

Un pensiero riguardo “Il Sogno di Alice”

  1. Uno spettacolino per grandi e piccini scritto, musicato e messo in scena da me e da Romy Carra.
    Lo abbiamo fatto girare un po’ per Bologna e ora saremmo più che felici di farlo girare anche per Latina o Roma e dintorni 😉

    Mi piace

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