poesia

Il re del mondo

Col dubbio profondo di chi implora
ho trovato infine un dio recluso.
“Dove altro potrei avere dimora?
Sono il frutto di un divino abuso.

“Mio padre è il grande e possente Marte;
Venere mi crebbe nel suo ventre.
Porto la morte e la guerra mentre
sogno la bellezza viva dell’arte.

Compresi le angoscianti paure
di chi è diviso tra due nature.

“Sono figlio di un divino seme
e di una madre che non è sposa.
Mio è l’amore folle che non teme
di poter distruggere ogni cosa.”

È la rabbia dell’onnipotente,
che potendo tutto non può niente.

“Sono il figlio di Marte e di Venere,
se potessi ti accarezzerei,
ma non ho pace tra uomini e dèi:
quello che tocco diventa cenere.

Vivo in esilio dal mio bisogno.
Solo, regno: sono il re del mondo.”
Mi destai, uscii dal quel mio sogno
serbando ancora un dubbio profondo.

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