poesia

Non fare il mio stesso errore

“Non fare il mio stesso errore, perdona.”
Mi ha detto quell’immagine indurita,
che un tempo era stata una persona,
a cui ho chiesto il senso della vita.

“A chi dovrei donare il mio perdono?”
La mia domanda era più che legittima
“Non mi sono mai sentito una vittima,
conosco le mie colpe, so chi sono.”

“A te. Te stesso devi perdonare –
disse l’immagine – senza rimpianti,
per il desiderio che hai di volare,
per l’idea di camminare in avanti.

“Perdonati ogni mancato successo.
Perdona ogni annunciato fallimento.
Per ogni inaspettato tradimento,
muori, perdona te stesso.

“Sarà sempre troppo lungo il passo
di chi non ha gambe per fare un salto;
per quanto tu posso volare basso,
sarà sempre troppo in alto.”

Ho visto la ragione in quel compianto,
ma era la ragione di un uomo morto.
L’ho colpito con la rabbia del torto.
E lo specchio si è infranto.

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