teatro

Watership Now: Las Tanas

locandina3 – LAS TANAS

I conigli entrano in scena trascinandosi stancamente, si aiutano l’un l’altro. Nicchio si siede e si mette a piangere.

QUINTILIO: Coraggio, Nicchio, alzati.

MIRTILLO: Siamo quasi arrivati.

DENTE: Manca poco ormai.

LAMPO: Quanto tempo è che lo dite?

GHIANDA: Ore? Giorni?

NICCHIO: Sono stanco! Non ce la faccio più!

RAMOLACCIO: Ascolta, Moscardo, Nicchio non ce la fa più.

MOSCARDO: Ma manca poco ormai.

ARGENTO: Davvero?

MOSCARDO: Io vorrei…

PARRUCCONE: Vuoi forse lamentarti?

SMERLOTTO: Non proprio, però…

PARRUCCONE: Vuoi forse insinuare qualcosa?

SMERLOTTO: Eh?

DENTE: Nn sa neanche che vuol dire “insinuare”.

Si formano due schieramenti, da una parte Moscardo, Parruccone, Mirtillo, Dente di Leone e Quintilio, dall’altro Ramolaccio, Argento, Lampo, Ghianda, Nicchio e Smerlotto.

SMERLOTTO: Questo è vero, però… io… hm… cioè noi… hm… noi pensiamo… ci sembra insomma, non possiamo più andare avanti così. Ne abbiamo avuto abbastanza.

LAMPO: Va avanti, Smerlotto, o parlo io?

ARGENTO: Più che abbastanza ne abbiamo avuto

MOSCARDO: Pure io e spero che finisca presto e che troviamo un posto dove riposare.

NICCHIO: Noi vogliamo fermarci.

GHIANDA: Secondo noi è stata una stupidaggine arrivare fin qui.

ARGENTO: Più andiamo avanti, peggio è.

RAMOLACCIO: Ma dove vogliamo arrivare?

LAMPO: Quando la smetteremo una buona volta di correre.

MOSCARDO: Questa situazione non piace neanche a me, ma non durerà in eterno.

SMERLOTTO: Non crediamo che tu sappia dove stiamo andando.

LAMPO: Secondo noi Quintilio si è sbagliato.

QUINTILIO: Moscardo, puoi venire un momento.

MOSCARDO: Un attimo.

QUINTILIO: È molto urgente.

Moscardo va verso Quintilio che guarda in lontananza. Parruccone si avvicina all’altra fazione con sguardo furente.

MOSCARDO: Allora, cosa c’è?

PARRUCCONE: Quanto a voi, voglio dirvi due parole.

QUINTILIO: Guarda! Eccolo là il posto che fa per noi.

PARRUCCONE: Perché non vi date una ripulita?

QUINTILIO: Colline alte e solitarie.

PARRUCCONE: Parete una nidiata di topi con la coda mozza!

QUINTILIO: Là il vento porta con sé rumori lontani e la terra è asciutta.

PARRUCCONE: Con quei musi di letame che vi trovate…

QUINTILIO: Là noi dovremmo abitare!

PARRUCCONE: Con quegli orecchi da cane…

QUINTILIO: Là bisogna che andiamo!

MOSCARDO: Ho capito, la cosa viene a fagiolo.

Moscardo corre dai conigli discordi e interrompe Parruccone.

PARRUCCONE: Se solo avessi il tempo di dirvi quello che…

MOSCARDO: Avete ragione.

PARRUCCONE: Sì, mezzi-conigli, avete ragione!

Parruccone si gira sconvolto verso Moscardo.

PARRUCCONE: Come, hanno ragione?

MOSCARDO: Avete tutto il diritto di essere arrabbiati. Siete stanchi, lo capisco. Vi chiedo solo di aspettarci e di riposarvi, nella radura che abbiamo appena passato, noi andremo un po’ avanti e se troveremo qualcosa vi verremo a chiamare.

I conigli dissidenti si guardano tra di loro.

RAMOLACCIO: Mi sembra una buona idea.

ARGENTO: Sì, ecco, noi siamo solo stanchi.

Si stringono la mano e i dissidenti escono dalla scena.

PARRUCCONE: Moscardo, che cos’è questa storia?

MOSCARDO: Quintilio ha visto qualcosa.

Entra in scena Primula Gialla.

DENTE: Anche io vedo qualcosa.

MIRTILLO: Qualcosa di interessante.

PRIMULA: Yuhuuuu!

Tranne Quintilio, i conigli si aggregano con aria eccitata e salutano Primula.

CONIGLI: Yuhuuu!

PRIMULA: Ma che carini. Benvenuti. Benvenuti.

I conigli si guardano dubbiosi tra loro. Nel frattempo Primula si avvicina.

MOSCARDO: Benvenuti dove?

PRIMULA: Non lo sapete?

MIRTILLO: Puoi dircelo tu?

DENTE: Dicci qualcosa!

PRIMULA: Siete arrivati a Las Tanas!

MOSCARDO: Perdonaci, ma quando si arriva in una nuova conigliera si è sempre un po’ disorientati.

MIRTILLO: Non si sa di preciso dove andare.

PARRUCCONE: Chi si può prendere a morsi.

DENTE: A chi sfregare il muso.

PRIMULA: Benvenuti! Io sono Primula Gialla e a Las Tanas sono… molto conosciuta, e voi siete…

MOSCARDO: Moscardo, piacere.

PRIMULA: (a Mirtillo) E tu saresti…

MIRTILLO: Mirtillo, onorato.

DENTE: E io mi chiamo Dente di Leone.

MOSCARDO: (indica Parruccone) E questo è il grande Parruccone.

PARRUCCONE: Sono in grado di presentarmi da me.

PRIMULA: Bene, bene. Benvenuti tutti!

QUINTILIO: Veramente ci sarei anch’io…

I Conigli di Las Tanas, Laburno, Ranuncolo e Ribes portano in scena tavoli e sedie e attrezzano un’osteria.

PRIMULA: Volete prima di tutto assicurarvi delle conigliette?

QUINTILIO: Forse mi sono sbagliato, non è questo il posto che fa per noi.

LABURNO: Sciocchezze! Amici, ogni coniglio porta nel suo cuore l’immagine della coniglia amata. Quella che è magra per uno, è opulenta per l’altro. Per te, Parruccone, credo che andrebbe bene una con un paio di fianchi slanciati (simula forme femminili con le mani).

MIRTILLO: Forse andrebbero bene per me.

PARRUCCONE: A me in realtà interessa la pelliccia, pensavo a qualcosa di scuro.

PRIMULA: E per te, Dentino?

DENTE: Per me non ti preoccupare, saranno le conigliette a cercare me.

Mirtillo tira una pacca canzonatoria a Dente di Leone.

PRIMULA: E tu, Moscardo?

MOSCARDO: No, una descrizione mi lascia freddo, dovrei… ecco… (mima il gesto di palpare) vedere. Sì, dovrei prima vederla una coniglia per sapere se l’amore c’è.

LABURNO: Belle di Las Tanas, fatevi vedere!

Entrano in scena Nildra e le Conigliette (Mora, Pesca e Ciliegia). I conigli, anche quelli alla taverna, fischiano per l’apprezzamento.

NILDRA: Buondì, coniglietti, noi abbiamo le codine a pon-pon (le ragazze mostrano il sedere), voi cosa avete?

I conigli si guardano tra loro preoccupati.

DENTE: (agli altri conigli) Il sacco con la roba.

QUINTILIO: No, quello ci serve per il viaggio.

MOSCARDO: (alza il sacchetto) Abbiamo questo!

PESCA: Noi siamo le conigliette di Las Tanas.

MORA: Avrete quel che vi va…

CILIEGIA: Se non siete avari.

I conigli quisquiliano con le conigliett), tranne Quintilio che si vergogna e Mirtillo che rimane folgorato da Nildra.

MIRTILLO: (indica Nildra) Lei! Io voglio lei!

PRIMULA: Ah, che peccato, Nildra è già… impegnata col nostro Ribes liggiù (indica un coniglio seduto a tavolo).

MIRTILLO: Cioè sono compagni?

PRIMULA: Oh no, ma Ribes ha pagato Nildra per molti giorni.

LABURNO: Ecco la tua coniglietta (porta avanti Mora), Parruccone. Se non ha la pelliccia scura questa, le tue cinque carote sono pali nel culo.

PARRUCCONE: Facciamo tre carote!

PRIMULA: (alzando le spalle a Nildra) Tsk! Tre carote.

MORA: Io sono scura naturale!

NILDRA: Ma pensa un po’, bel Parruccone, con tre carote che ci si piglia? Dieci ciuffi d’erbetta, tutto lì.

MORA: La mia pelliccia è nera da generazioni. Me lo diceva sempre mia mamma “Figlia, non buttarti via per quattro ravanelli, come ho fatto io: guarda me, guarda come mi ci son ridotta!”.

MIRTILLO: Due carote, allora.

PRIMULA:  Tre carote, tre.

MOSCARDO: Forse la prendo io, per tre carote. Come ti chiami?

CILIEGIA: Ciliegia.

Ciliegia si va a sedere su una sedia.

CILIEGIA: Qui, Moscardo, siediti in braccio a me, che sia l’amore, su, fammi sapere, beviamo insieme questa rugiada!

MOSCARDO            : Va bene; ti prendo.

Moscardo lascia il sacchetto a Parruccone e va a sedersi in braccio a Ciliegia.

DENTE: Questa conigliera tanto decantata sembra che valga poco, non mi va.

PARRUCCONE: Io trovo tutto carissimo. Tre carote… ma siamo matti?

MIRTILLO: E tu, Moscardo, pensi che ci staremo bene?

MOSCARDO: Dove sto io, si sta benone.

QUINTILIO: Io non sto bene affatto.

Nildra va a mettersi seduta.

NILDRA: Buon Mirtillo, vieni a sederti qui, qualche minuto te lo concedo, per puro piacere.

Conigli si guardano, poi Mirtillo strappa il sacchetto dalle mani di Parruccone e va a sedersi in braccio a Nildra.

MIRTILLO: Per i cacarelli di Frits. Ci sto!

QUINTILIO: Ho un pessimo presentimento. Dovremmo andarcene subito…

Pesca e Mora vanno a prendere in maniera sensuale Dente di Leone e Parruccone, li portano a sedere e gli si mettono in braccio.

PARRUCCONE: Rugiada per tutti!

Parte la musica da festicciola erotica e bagordi, i conigli inseguono le conigliette che cedono lascive alle loro avance, su tavoli, pavimento ecc. Quintilio è seduto da solo e continua a bere.

Ribes osserva sconvolto i giochi peccaminosi di Nildra e Mirtillo e alla fine sbotta.

RIBES: Basta! Non ne posso più! Me ne vado!

QUINTILIO: (ubriaco) Bravo, è quello che dico io, ma non gliene frega un gatto a nessuno… burp!

Ribes esce di scena. L’attenzione poi si sposta al tavolo dove sono seduti Laburno e Ranuncolo a cui si aggiunge anche Primula.

PRIMULA: Avete visto? Ne è partito un altro.

RANUNCOLO: Era il solito Ribes, dove vuoi che vada? Tornerà prima di sera.

LABURNO: (si deprime sul tavolo) Lui sì, ma altri se ne vanno per non tornare.

RANUNCOLO: (si deprime sul tavolo) Già, e che cosa dovrebbe trattenerli qui?

PRIMULA: (si deprime sul tavolo)  Qualche coniglietta e una tana asciutta?

PRIMULA, RANUNCOLO e LABURNO: Questa Las Tanas non è stata un buon affare.

PRIMULA: Oggi la lattuga sta a cinque ravanelli.

RANUNCOLO: Domani di sicuro sarà già scesa a tre.

LABURNO: E non risalirà mai più…

PRIMULA, RANUNCOLO e LABURNO: Questa Las Tanas non è stata un buon affare.

PRIMULA: Anch’io una volta stetti in un campo con un coniglio e ci scambiammo promesse e parlammo d’amore.

RANUNCOLO: E che c’entra?  A noi serve la roba: carote, torsoli, ravanelli…

LABURNO: La roba accende i sensi.

PRIMULA: Finché mi diceva “sarai mia per sempre” io sono rimasta con lui. Poi mi ha detto “sei libera”. Pensava di farmi piacere, ma io me ne sono andata.

Laburno si alza in piedi come folgorato da un’illuminazione.

LABURNO: Ho capito! Ho capito tutto!

Laburno esce di corsa e anche i due Conigli di Las Tanas.

PRIMULA: Che fa?

RANUNCOLO: Niente, una delle sue solite sciocchezze.

PRIMULA: Come fondare una conigliera in mezzo a una brughiera deserta?

PRIMULA, RANUNCOLO: (sospiro profondo) Questa Las Tanas non è stata un buon affare.

Rientra in scena Laburno tutto tronfio portando un cartello con base con su scritto PROIBITO LASCIARE LAS TANAS e lo poggia vicino a Quintilio. Lo seguono i due Conigli che reggono sotto le ascelle Ribes e lo depositano con rudezza su una sedia.

Quintilio vede il cartello che gli è stato poggiato vicino, si agita, si alza e corre da Moscardo.

QUINTILIO: Moscardo! Moscardo! Dobbiamo andare via, subito!

MOSCARDO: Quinti, fratello, stai calmo, rilassati, prendi una coniglietta anche tu. Offre Mirtillo!

Mirtillo tira il sacco che aveva a Parruccone.

MIRTILLO: No, offre Parrucco!

Tutti ridono ubriachi.

QUINTILIO: (indica il cartello) Guarda!

Moscardo si sporge a guardare il cartello e riacquista serietà. Si stacca con una mossa rude dalla coniglietta di turno.

MOSCARDO: Cosa c’è scritto?

QUINTILIO: Non lo so…

PRIMULA: C’è scritto “proibito lasciare Las Tanas”.

MOSCARDO: Ah! Allora me ne vado.

NILDRA: Ma è proibito.

PESCA, MORA, CILIEGIA: Sì, è proibito!

MOSCARDO: Allora proibitemelo!

Moscardo fa per uscire di scena.

RIBES: Ho visto un temporale in arrivo lì fuori! Un uragano!

Nessuno dà retta a Ribes tranne Quintilio che gli si avvicina.

MIRTILLO: Moscardo, perché scappi?

MOSCARDO: E che cosa dovrebbe trattenermi?

DENTE: Perché fai quella faccia?

MOSCARDO: (indica il cartello) Perché ho visto un cartello con su scritto “proibito”.

PARRUCCONE: Non hai conigliette? Non paghi poco la rugiada?

MOSCARDO: Troppo poco!

DENTE: E allegria?

MOSCARDO: Troppa allegria!

QUINTILIO: (a Ribes) Cos’è che hai visto fuori?

MIRTILLO: Se vuoi mangiare un lattughino non hai che da coglierlo.

MOSCARDO: Non basta a farmi felice.

DENTE: Si dorme un po’.

MOSCARDO: Si dorme troppo.

MIRTILLO: Allora si sta svegli.

MOSCARDO: Bah!

RIBES: Ho visto un terribile uragano che si sta avvicinando a Las Tanas!

Quintilio si avvicina spaventato a Moscardo.

DENTE: Si dimentica.

MOSCARDO: Ma qualcosa manca.

MIRTILLO, DENTE e PARRUCCONE: Ma…

CONIGLI e CONIGLIE: Ma…

MOSCARDO: E dite quello che vi pare: ma qualcosa manca.

QUINTILIO: Moscardo, ascolta…

RIBES: (urla, ma nessun lo sente) Sta arrivando l’uragano!

MOSCARDO: Là… di là dal ruscello, di là dal bosco, ero un periferico, senza una famiglia importante alle spalle, senza particolari doti fisiche, ho campato alla meglio, senza covo, ai margini della conigliera, ho dovuto imparare a badare a me stesso e ho trovato le risorse.

QUINTILIO: Senti, Moscardo…

MOSCARDO: Quante lune ho aspettato, eh? Quante lune ho aspettato per venire qui! Tutto ho sopportato per venir qui! Appresso a un sogno di sciagura, abbiamo raccolto le nostre poche cose e abbiamo scelto Las Tanas! Siamo arrivati per la via più breve, attraversando l’acqua e la brughiera, senza fermarci.

RIBES: L’ho già detto che ho visto arrivare un uragano?

MOSCARDO: Ma ora vedo che non c’è niente di peggio, che non potevamo avere un’idea più stupida che venire qui! (si mette in piedi su un tavolo) Ehi, dico, cosa vi credete? Con noi non si tratta a questo modo! Avete sbagliato indirizzo! Qui c’è Moscardo che non è soddisfatto del trattamento!

PRIMULA: Di che non sei soddisfatto?

MOSCARDO: Della tua merdosa tana!

PRIMULA: Mi è parso di sentire “merdosa”! Non ha detto “merdosa”?

MOSCARDO: Proprio così!

MIRTILLO: Moscardo, che ti prende?

DENTE: Per la bava di Frits, gl’ha preso la mattana!

PARRUCCONE: Moscardo, torna in te.

MOSCARDO: No! Non voglio tornare! Soprattutto in me! Aveva ragione Quintilio, dovevamo andarcene subito. Andiamo via Quintilio!

QUINTILIO: No, è meglio se rimaniamo.

MOSCARDO: Un altro presentimento?

RIBES: Sta arrivando un uragano!

QUINTILIO: Qualcosa del genere…

MOSCARDO: Meglio rimanere o meglio andarcene? E deciditi pure tu una buona volta!

QUINTILIO: Rimaniamo.

OSCARDO: Perché vuoi rimanere?

QUINTILIO: Perché sta arrivando un uragano, se usciamo adesso dalla conigliera ci travolgerà.

MIRTILLO, DENTE, PARRUCCONE: Un uragano?

CONIGLI: Un uragano?

CONIGLIE. Un uragano!

RIBES: Sta arrivando un uragano!

LABURNO: Che ti urli tu? Non hai sentito che sta arrivando un uragano.

Ribes piange e si dispera.

RANUNCOLO: Cosa faremo adesso che arriva l’uragano?

MOSCARDO: Proibiscigli di entrare, come a noi proibisci di uscire.

CONIGLIO 1: Impossibile proibire qualcosa all’uragano.

CONIGLIO 2: L’uragano fa ciò che vuole.

CONIGLIO 1: Dei conigli non possono affrontare le ire della natura.

CONIGLIO 2: Scappiamo!

I Conigli di Las Tanas corrono fuori scena.

PRIMULA: (a Moscardo) Secondo te, dunque, abbiamo sbagliato a mettere quel divieto?

MOSCARDO: Sì!

LABURNO: E allora fate quello che vi pare!

RANUNCOLO: Tra poco, del resto, verrà il ciclone.

LABURNO: E dal momento che c’è un uragano tutti possiamo fare tutto!

MOSCARDO: Così vogliamo vivere sempre!

MIRTILLO: Come quando c’è l’uragano.

PARRUCCONE: Vogliamo fare quel che ci pare.

DENTE: Perché se il vento si mette a soffiare può mandarci all’altro mondo.

Entra di corsa Coniglio 1.

CONIGLIO 1: L’uragano è alle porte!

Tutti si preparano a uno schianto enorme, ma arriva solo un rumore di vento lontano.

Entra di corsa Coniglio 2.

CONIGLIO 2: L’uragano ha aggirato la conigliera di Las Tanas e ora prosegue la sua corsa!

Tutti esultano, festeggiano, si abbracciano, si baciano, parte la musica. Laburno riscrive il cartello del divieto.

LABURNO: Ecco le nuove regole della conigliera.

RANUNCOLO: Primo, mangiare!

PRIMULA: Numero due, accoppiarsi!

LABURNO: Terzo, azzuffarsi!

CONIGLIO 1: Quarto, sbronzarsi!

CONIGLIO 2: E questo è quanto.

NILDRA: Ma soprattutto sia ben chiaro che qui da noi…

TUTTI: Nulla è proibito!

Le conigliette servono boccali di rugiada.

PARRUCCONE: Ahah. Brindate! Brindate! Offro io!

CONIGLIO 1: Sì! (tracanna un boccale tutto d’un fiato) Altra rugiada!

PESCA: Sei un gran bevitore, eccotene un altro (gli dà un altro boccale).

Coniglio 1 tracanna il boccale e poi stramazza morto a terra.

CONIGLIO 2: Uh, è morto.

Tutti si fermano a guardare il cadavere, Coniglio 1 guarda gli altri attorno a sé, poi riscoppia l’allegria e i bagordi.

NILDRA: Che magnifica festa!

LABURNO: Mi piace questa nuova Las Tanas!

PRIMULA: E adesso, signori, si paga!

La musica e i bagordi si interrompono di colpo, Coniglio 1 resuscita, l’attenzione si focalizza su Parruccone, che continua a muoversi e a ridere come se la festa continuasse, quando si accorge che tutti lo guardano si ridà un contegno.

PARRUCCONE: (rovesciando il sacchetto vuoto) Non ho più niente…

Le facce dei conigli di Las Tanas si fanno scure.

MIRTILLO: Sarà meglio che ce ne andiamo.

DENTE: Non importa dove, ma in fretta!

QUINTILIO: L’avevo detto che avevo un brutto presentimento…

RANUNCOLO: Fuori le carote!

CONIGLI e CONIGLIETTE: Hai offerto rugiada e noi vogliamo rugiada!

PRIMULA: Beh, adesso paga!

MOSCARDO: Primula Gialla, Parruccone non può pagare, a quanto pare ho speso tutto.

PRIMULA: Come? Non vuoi pagare?

PARRUCCONE: Non posso…

NILDRA: Cerca meglio, da bravo. Vedrai, qualcosa ti è rimasto.

LABURNO: Come non vuoi pagare? Sai che cosa ti aspetta, allora?

RANUNCOLO: (tira fuori un cappio) Mio caro, è suonata la tua ora!

MOSCARDO: Aspettate, non potete…

PRIMULA: Perché? Forse è proibito?

ESCA: Primo, mangiare!

MORA: Numero due, accoppiarsi!

CILIEGIA: Terzo, azzuffarsi!

NILDRA: Ma soprattutto sia ben chiaro che qui da noi…

TUTTI: Nulla è proibito!

I conigli rimangono come pietrificati mentre gli altri portano via Parruccone col cappio al collo e smontano la scena portando via tavoli e sedie.

MOSCARDO: Si sono presi Parruccone…

DENTE: Il mio cuore è andato a unirsi a Frits perché il mio amico ha smesso per sempre di correre.

MIRTILLO: Proprio a Parruccone doveva capitare? Come faremo senza di lui?

QUINTILIO: Povero Parruccone…

Entra in scena Parruccone arrancando, con il cappio ancora al collo.

PARRUCCONE: (voce roca) Il prossimo che dice una parola gli spacco i denti…

MOSCARDO: Facciamo che… di tutta la faccenda, dico… non se ne parla più.

I conigli, un po’ imbarazzati, si lanciano occhiate di tacito assenso.

Entra di corsa Ribes in scena con aria spaventata. Appena arriva a portata, Parruccone lo stende con un pugno, poi stramazza anche lui al suolo, sfinito.

PARRUCCONE: Così imparano… a impiccarmi…

RIBES: Non ti ho impiccato io…

MIRTILLO: Va bene, ma perché sei venuto.

Ribes si rialza.

RIBES: Ho avuto un presentimento.

DENTE: Pure tu? Andiamo bene…

QUINTILIO: Eh no! Non ci provare! Quello dei presentimenti sono io.

RIBES: Va bene, ve lo dico, ho finito le carote e vogliono impiccare pure me.

PARRUCCONE: (ancora steso) Ti sta bene…

RIBES: Vi prego, portatemi con voi!

MIRTILLO: Beh, uno che fiuta gli uragani può essere utile.

DENTE: Sì, come un secondo buco sotto la coda…

MOSCARDO: Ma per favore. Rimettiamoci in marcia.

Parruccone viene aiutato a rialzarsi. I Conigli escono di scena. Ribes gli va appresso.

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