Watership Now: Viaggiamoci sopra

locandina2 – VIAGGIAMOCI SOPRA

Moscardo cammina davanti, gli altri lo seguono a ruota, va sempre più veloce, quando si ferma gli si ammucchiano addosso.

RAMOLACCIO: Perché ti sei fermato proprio qui?

LAMPO: Siamo nel fitto del bosco.

GHIANDA: Ci siamo persi.

MIRTILLO: Non ci siamo persi! Vero Moscardo?

MOSCARDO: Shh! Sto cercando di orientarmi.

GHIANDA: Ci siamo persi…

PARRUCCONE: Ci siamo allontanati dalla conigliera più di qualsiasi coniglio che abbia mai conosciuto.

ARGENTO: Non so se è abbastanza per considerarci al sicuro.

MOSCARDO: (a Dente di Leone) Dai un orecchio per sentire se ci inseguono.

NICCHIO: Era un rametto quello schiocco?

QUINTILIO: Sì, solo un rametto…

DENTE: Mi… sembra di no. Sentite anche voi questo rumore?

Tutti tendono l’orecchio attorno.

PARRUCCONE: Acqua…

RAMOLACCIO: Un fiume.

ARGENTO: Davanti a noi.

MOSCARDO: (a Quintilio) Che facciamo?

QUINTILIO: Dobbiamo andare avanti. Sì, dobbiamo andare avanti.

MOSCARDO: Va bene. Lampo!

LAMPO: Eh…?

MOSCARDO: Ti chiami così perché sei veloce, vero?

LAMPO: Eh… Boh.

GHIANDA: Sì… è una scheggia.

MOSCARDO: Bene.

DENTE: Sì, piccolo e fastidioso…

MOSCARDO: Allora corri verso il fiume (indica una direzione), osserva e torna a riferire.

LAMPO: Ora?

Tutti lo guardano male.

LAMPO: Vado, vado.

Lampo si incammina con calma nella direzione opposta.

MOSCARDO: Lampo.

LAMPO: Eh?

MOSCARDO: (indica una direzione) Il fiume.

LAMPO: Eheh, certo, certo, il fiume.

PARRUCCONE: (urla contro Lampo) Di corsa!

Lampo corre spaventato ed esce di scena. Gli altri aspettano con aria dubbiosa. Lampo ritorna di corsa e trafelato, riprende fiato a grosse boccate prima di parlare.

LAMPO: Non ci crederete mai… cosa ho visto…

TUTTI: Cosa? Cosa?

LAMPO: Un fiume!

Tutti lo mandano a quel paese a gesti.

MOSCARDO: Va bene, va bene, ma quanto è largo.

Lampo fa degli improbabili gesti di misura con le mani.

LAMPO: Ooh, è almeno… Così… E poi così…

Moscardo rimane interdetto a guardarlo.

DENTE: Peggio per te che hai mandato lui…

PARRUCCONE: E ora che si fa?

MOSCARDO: Quintilio tu che dici?

QUINTILIO: Bisogna attraversarlo.

NICCHIO: Io non credo di farcela.

MIRTILLO: Io non so nuotare.

LAMPO: Sono esausto…

SMERLOTTO: Io di più…

RAMOLACCIO: Cosa c’è più di esausto?

SMERLOTTO: Esaustissimo!

PARRUCCONE: Ma che sciocchezza, che ci andiamo a fare di là?

GHIANDA: A me non va di tuffarmi.

SMERLOTTO: Esausterrimo!

MOSCARDO: Ma se Quintilio ha detto…

ARGENTO: Possiamo aggirarlo.

MIRTILLO: E se arriva in aperta campagna?

RAMOLACCIO: (indica Lampo) Chiediamolo a lui.

MOSCARDO: Giusto. Quanto è lungo il fiume?

Lampo fa altri  improbabili gesti di lunghezza.

LAMPO: Ooh… Eeh…

DENTE: Sentito?

PARRUCCONE: Ma se non ha detto niente?

MIRTILLO: Sei tu che non vuoi sentire!

Parruccone sembra voler venire alle mani con Mirtillo e Dente di Leone. Moscardo li divide e placa gli animi.

MOSCARDO: Datemi un minuto.

Moscardo si apparta con Quintilio.

MOSCARDO: Sei sicuro che bisogna attraversare questo fiume? E se invece lo costeggiassimo, in un senso o nell’altro?

QUINTILIO: No, bisogna attraversarlo, Moscardo, per raggiungere i campi di là, e poi proseguire oltre. Io lo so quello che dobbiamo cercare: un luogo elevato e solitario, dal suolo secco, dove la vista spazia tutt’intorno e gli uomini non ci vengono quasi mai. Non vale la pena di fare anche un lungo viaggio?

MOSCARDO: Sì, la pena la vale senz’altro. Ma esiste un luogo simile?

QUINTILIO: Non certo presso un fiume, questo lo sai da te. Ma attraversato ogni corso d’acqua si va in salita, no? Noi dobbiamo arrivare su in cima… allo scoperto!

MOSCARDO: Va bene, proverò a convincere gli altri.

Moscardo e Quintilio ritornano dagli altri.

MOSCARDO: Ascoltate, la cosa migliore è andare a vedere e poi decideremo il da farsi.

PARRUCCONE: Ci sto, vengo anch’io.

RAMOLACCIO: E io pure.

ARGENTO: Anche io voglio vedere il fiume.

MOSCARDO: Mirtillo, vieni anche tu, che hai la vista buona.

DENTE: Eh, va bene, facciamo pure questa.

PARRUCCONE: No, Dente di Leone, tu è meglio che rimanga qui.

MOSCARDO: Parruccone ha ragione, andiamo noi, voi rimanete qui e riposatevi.

DENTE: Ehi, perché devo rimanere con loro (indica gli altri).

Moscardo prende Dente di Leone in disparte sorridendo ai coniglietti, gli altri gli si fanno attorno.

MOSCARDO: (indica i coniglietti) Ma su, guardali.

PARRUCCONE: Ti sembrano in grado di badare a loro stessi?

RAMOLACCIO: Vorresti abbandonarli?

ARGENTO: E se arrivasse qualche pericolo?

MIRTILLO: Sono così indifesi che non li sentiremmo neanche urlare.

DENTE: Va bene, va bene, ho capito, fatela finita!

MOSCARDO: Quindi è deciso?

DENTE: Sigh! È deciso… Ma che cosa ci dovrei fare?

MOSCARDO: Non lo so.

PARRUCCONE: Intrattienili.

ARGENTO: Tu sei bravo a parlare.

RAMOLACCIO: Sei un abile oratore.

MIRTILLO: Giusto, raccontagli una storia.

DENTE: Una storia… Mah!

Dente di Leone torna dai coniglietti.

MOSCARDO: Voi aspettate qui, torniamo subito, ma se succede qualcosa…

SMERLOTTO: Ce ne andiamo subito!

Dente di Leone dà uno scappellotto a Smerlotto.

I conigli designati vanno in esplorazione fuori scena. Rimangono Lampo, Ghianda, Smerlotto, Nicchio, Quintilio e Dente di Leone.

DENTE: Mentre aspettiamo vi racconterò la storia di come El-Ahrairà fu benedetto da Frits.

Si siedono tutti ad ascoltare il racconto di Dente di Leone.

DENTE: Tanto tanto tempo fa, Frits creò il mondo e tutte le stelle del firmamento. Anche il mondo è una stella. Lui le creò spargendo per il cielo i suoi cacherelli…

Smerlotto ride sguaiato, quando gli altri lo vedono attaccano anche loro a ridere, Quintilio all’inizio non capisce, poi ride anche lui con più moderazione. Dente di Leone li guarda interdetto.

DENTE: Sì, beh… è andata proprio così, è per questo che l’erba e le piante crescono così fitte in questo mondo. Comunque… Frits fa scorrere i fiumi e…

SMERLOTTO: Fa scorreggiare i fiumi?

Tutti ridono di cuore.

DENTE: Scorrere! Fa scorrere i fiumi.

Smerlotto fa una rumorosa pernacchia e tutti ridono.

DENTE: Va bene, io ci ho provato… Sentite! Io mi allontano… un attimo… per fare due gocce di pipì. Voi rimanete qui, non muovetevi, mi raccomando.

Dente di Leone lascia il sacco con le cose ai coniglietti ed esce di scena scuotendo la testa.

NICCHIO: Secondo voi riusciremo a trovare un posto per noi?

QUINTILIO: Certo, io l’ho visto.

GHIANDA: Sarà un posto tutto per noi?

QUINTILIO: Non lo so.

LAMPO: E se ci fosse qualcun altro?

SMERLOTTO: Altri conigli vuoi dire?

QUINTILIO: Non lo so.

NICCHIO: Ho sentito che ci sono delle conigliere stranissime in giro.

LAMPO: È vero, pensate che alcuni conigli accettano che siano gli umani a dar loro da mangiare.

SMERLOTTO: Beh, deve essere comodo.

GHIANDA: Sì, molto, ma gli umani non fanno niente per niente.

NICCHIO: E allora?

GHIANDA: Ogni tanto qualche coniglio sparisce, preso al laccio.

LAMPO: Finisce in trappola.

GHIANDA: Proprio così e nessuno lo vede più.

NICCHIO: E loro che fanno?

SMERLOTTO: Se ne vanno, no?

LAMPO: Loro fanno finta di niente, è più comodo così, non ci pensano.

GHIANDA: È vero, è vero, ho sentito che questi conigli diventano un po’ matti e iniziano a fare cose strane, danzano in gruppo, cantano come gli uccelli, fanno forme sui muri e dicono che quello è Frits, pure se non serve a niente gli dà l’illusione di essere grandi conigli.

NICCHIO: E il Gran Coniglio non li ferma?

GHIANDA: Non hanno un Gran Coniglio, non gli serve qualcuno che li scampi dai pericoli e dalla morte, l’hanno accettata la morte, e i loro cantori e poeti predicano dignità, sacrificio e rassegnazione…

QUINTILIO: Insomma, tutto ciò che può far credere che in fondo i conigli lo amano quel laccio…

SMERLOTTO: Già…

NICCHIO: E se non parlassero neanche il Lapino?

Mentre parlano entrano in scena i conigli Zizza e Loglio e rimangono ai margini a osservare e ascoltare.

LOGLIO: Amico mio, te l’ho detto subito “questi sono dei conigli seri”.

ZIZZA: Per Frits se avevi ragione.

I coniglietti si stringono tra loro.

QUINTILIO: Ho una strana sensazione…

LOGLIO: Succede a volte.

GHIANDA: Mangiato pesante?

QUINTILIO: Un brutto presentimento…

LAMPO: Ma voi chi…

LOGLIO: Noi! Siamo proprio noi!

ZIZZA: Senza dubbio.

LOGLIO: Ma non parliamo di noi.

ZIZZA: Noi ci conosciamo.

LOGLIO: Diteci di voi.

ZIZZA: Voi?

LAMPO: Noi… noi veniamo dalla conigliera, là, oltre il bosco.

LOGLIO: Eeh, da così lontano?

ZIZZA: Caspita, quanta strada.

GHIANDA: Non ci siete mai stati?

LOGLIO: Di rado.

ZIZZA: Saltuariamente.

SMERLOTTO: Eppure mi sembra di avervi visto diverse volte dal Gran Coniglio.

LOGLIO: Lo riforniamo di una certa erbetta.

ZIZZA: Erbetta, sì, e cose del genere.

LOGLIO: Ma mi sembra.

ZIZZA: “Ci” sembra.

LOGLIO: Che abbiate qualche intenzione…

ZIZZA: Come definirla…

LOGLIO: Come definirla…

ZIZZA: Vagabonda…

LOGLIO: Girovaga, ecco.

ZIZZA: Poco stanziale.

LOGLIO: È così?

ZIZZA: Mica ci siamo sbagliati.

LOGLIO: Dite.

ZIZZA: Dite pure.

NICCHIO: Ma voi…

LOGLIO: Noi?

SMERLOTTO: Voi chi siete?

ZIZZA: Giusto.

LOGLIO: Troppo giusto.

ZIZZA: Noi siamo…

LOGLIO: Noi abbiamo…

ZIZZA: Noi siamo dei benefattori.

LOGLIO: Noi abbiamo un istinto di carità verso gli altri.

ZIZZA: Noi vogliamo…

LOGLIO: Vi vogliamo…

LOGLIO e ZIZZA: …aiutare!

LAMPO: Molto gentile da parte vostra, ma…

LOGLIO e ZIZZA: Quindi?

GHIANDA: Ecco… Ci piacerebbe sapere esattamente…

LOGLIO e ZIZZA: Sì?

NICCHIO: Chi siete?

LOGLIO: Giusto.

ZIZZA: Troppo giusto.

LOGLIO: Ma che sbadati, non ci siamo presentati.

ZIZZA: Quando uno ha ragione ha ragione.

LOGLIO: Hai ragione.

ZIZZA: Noi siamo…

LOGLIO: Io sono Loglio, e questo è…

ZIZZA: Zizzania, Zizza per gli amici, chiamatemi Zizza.

LOGLIO: Loglio e Zizza Cane.

ZIZZA: Fratelli, della famiglia Cane. La conoscete la famiglia Cane?

LOGLIO: È una famiglia importante da queste parti.

ZIZZA: La conoscono tutti.

LOGLIO: Voi non la conoscete?

ZIZZA: La conoscono tutti, ha fatto del bene a tanti e tanti le sono riconoscenti.

LOGLIO: Voi però non mi sembrate riconoscenti.

ZIZZA: Purtroppo non ci siete riconoscenti.

LOGLIO: A te sembrano riconoscenti?

ZIZZA: Neanche un po’.

LOGLIO: Perché mai?

ZIZZA: Perché ancora non abbiamo fatto niente per voi.

LOGLIO: Giusto.

ZIZZA: Troppo giusto.

LOGLIO: Ma lo faremo presto.

ZIZZA: Vi vogliamo presentare degli amici.

Loglio e Zizza fanno un fischio ed entrano Spina e Rametto, chiaramente due delinquenti della peggior risma.

SPINA: Ehi, ragazzi, che si dice?

RAMETTO: Fortuna che eravamo qui a due passi.

LOGLIO: I signori risolveranno tutti i vostri problemi.

ZIZZA: Come se non li aveste mai avuti.

QUINTILIO: Ma veramente…

LOGLIO: (ai coniglietti) Giusto, ci tenete alle presentazioni.

ZIZZA: (ai delinquenti) Ci tengono.

SPINA: Ma certo, io sono Spina la Faina.

RAMETTO: E io sono Rametto il Furetto.

SMERLOTTO: E io Smerlotto il conigliotto. Ahahah.

Nessuno ride, i delinquenti lo guardano male e Smerlotto smette imbarazzato.

SPINA: Chi è il vostro capo?

RAMETTO: Ce l’avete un capo?

LOGLIO: Tutti hanno un capo.

ZIZZA: Proprio tutti.

NICCHIO: Beh, Quintilio ha fatto un sogno e seguiamo quello che dice.

SPINA: Un sogno?

RAMETTO: Tutti i grandi capi hanno un sogno

LOGLIO: E lo seguono.

ZIZZA: E lo fanno seguire agli altri.

SPINA: Allora il capo sei tu.

RAMETTO: Ne hai tutte le caratteristiche.

QUINTILIO: Io… voglio solo raggiungere un’altra conigliera…

SPINA: Voi volete emigrare?

RAMETTO: Perché non l’hai detto subito?

LOGLIO: È la loro specialità.

ZIZZA: Ma guarda un po’…

SPINA: Ma se davvero volte emigrare.

RAMETTO: Se davvero volete raggiungere altre terre.

SPINA: Coronare i vostri sogni.

RAMETTO: Dovete attrezzarvi.

SINA: Davanti…

RAMETTO: Davanti a voi…

SPINA: C’è una vasta distesa d’acqua.

RAMETTO: Un fiume ampio.

LOGLIO: Infido!

ZIZZA: Temibile!

SPINA: L’altra sponda è lontana, come pensate di arrivarci?

RAMETTO: A nuoto?

SPINA: Impossibile!

RAMETTO: Noi vi offriamo…

SPINA: Generosamente…

RAMETTO: Un’imbarcazione…

QUINTILIO: Grazie, molto, gentile, davvero molto gentile da parte vostra.

SPINA: Generosamente non significa gratis.

RAMETTO: Tu che sei un capo e che tratti queste cose l’avevi capito, no?

QUINTILIO: Avevo un brutto presentimento…

SPINA: Ci accontenteremo di… uhm… vediamo…

RAMETTO: Tutto quello che avete.

LOGLIO: È un buon prezzo.

ZIZZA: Un vero affare di questi tempi.

QUINTILIO: Non lo so, dovrei parlarne con gli altri…

SPINA: Ma certo.

RAMETTO: Fate pure.

LOGLIO: Giusto.

ZIZZA: Troppo giusto.

I coniglietti si riuniscono per discutere. I delinquenti aspettano col sorriso beffardo. Poi Smerlotto si avvicina con il sacchetto in mano.

SMERLOTTO: Abbiamo deciso di accettare.

QUINTILIO: Io era contrario.

SPINA: Bene.

RAMETTO: Molto bene.

NICCHIO: Se lo viene a sapere Dente di Leone…

Dente di Leone entra in scena.

DENTE: Ehi! Che state facendo?

Spina strappa il sacchetto dalle mani di Smerlotto.

SPINA: Scelta giusta.

RAMETTO: Molto saggia.

DENTE: Ehi! Quella è la nostra roba, fermi!

SPINA: (indica Quintilio) Ce l’ha data il tuo capo.

QUINTILIO: Non è vero!

DENTE: Lui non è il nostro capo!

RAMETTO: Sei tu?

DENTE: No, è Moscardo.

SPINA, RAMETTO, LOGLIO, ZIZZA: Chi?

Entrano in scena i conigli andati in esplorazione.

MOSCARDO: Io sono Moscardo!

SPINA: Quindi tu sei il capo?

MOSCARDO: Beh, ecco… io non ambisco a tanto… più che un capo, diciamo un capino, un capetto…

SPINA e RAMETTO: Un quaquaraquà!

SPINA: Senti amico, sarà il caso che ci spieghiamo. Tu lo sai che il mondo è grande, pieno di insidie.

LOGLIO: Di rischi.

ZIZZA: Di pericoli.

RAMETTO: E voi siete piuttosto deboli.

LOGLIO: Inermi.

ZIZZA: Indifesi.

SPINA: Che sarà di voi nel grande mondo?

RAMETTO: Ci sono tanti approfittatori.

LOGLIO: Non sai quanti.

ZIZZA: Quanti.

SPINA: Ne va della vostra sopravvivenza.

RAMETTO: Finché siete ancora vivi.

MOSCARDO: Ma sapremo difenderci, siamo numerosi.

SPINA: Numerosi?

RAMETTO: Lo sai quanto fa uno zero moltiplicato zero?

SPINA: Fa zero.

RAMETTO: Siete numerosamente zero!

SPINA: Ammettiamolo, avete bisogno di noi.

RAMETTO: Sempre che vogliate attraversare il fiume.

SPINA: Ce lo avete chiesto voi.

RAMETTO: Siamo d’accordo?

SPINA: In qualche modo facendoci custodi dei vostri averi una decisione l’avete già presa.

RAMETTO: Praticamente siamo già in affari

MOSCARDO: Dovrei…

SPINA: Parlarne con gli altri, lo sappiamo. Prego, fate pure.

I conigli si mettono a parlare tra loro mentre i delinquenti aspettano sorridendo.

MOSCARDO: Mi spiegate che cavolo è successo?

QUINTILIO: Eh…

NICCHIO: Cioè…

LAMPO: In pratica…

GHIANDA: Mi sa che c’hanno fregato.

PARRUCCONE: Tu non dovevi badare a loro?

DENTE: Mi ero allontanato un attimo a fare pipì.

RAMETTO: Allora, avete deciso?

RAMOLACCIO: Lasciamo stare.

MOSCARDO: Avremmo deciso.

SPINA: Avremmo?

MOSCARDO: Abbiamo.

RAMETTO: Bene. Comunicate.

MOSCARDO: Ci stiamo. Accettiamo l’offerta.

SPINA: Dietro pagamento della piccola mancia di cui sopra, s’intende.

MOSCARDO: S’intende.

RAMETTO: Siamo felici, molto felici.

SPINA: Felici per voi, s’intende, molto felici per voi.

RAMETTO: Questa è la vostra salvezza, non sapete quanto vi convenga, diversamente ne andava della vita.

SPINA: Della vostra vita.

RAMETTO: Dunque, cosa dovremmo fare?

SPINA: Salire sulla barca.

RAMETTO: E attraversare il fiume

MOSCARDO: Ma la vostra barca è solida?

SPINA: Eh!

RAMETTO: Guardate con i vostri occhi.

Rametto tira fuori una foto e la mostra ai conigli o viene portata dentro la zattera da Loglio e Zizzania.

MOSCARDO: Questa sarebbe la nave?

DENTE: Ma è una zattera…

SPINA: Perché, non vi sembra appropriata per le vostre scarse esigenze?

RAMETTO: In fondo si tratta di varcare un misero fiumicello.

QUINTILIO: Una vasta distesa d’acqua, infida, temibile…

SPINA: Un misero fiumicello!

ARGENTO: (guarda meglio) Non è neanche una zattera, è un cartello…

RAMETTO: Vedete. Uno scafo solidissimo.

SMERLOTTO: E c’è della roba legata sopra.

PARRUCCONE: Tenuta insieme con del fil di ferro.

SPINA: Solo gli ultimi ritrovati in fatto di inaffondabilità.

RAMOLACCIO: Sono delle ossa.

LAMPO: Ma le ossa non galleggiano.

NICCHIO: Vanno a fondo…

LOGLIO e ZIZZA: Ossa?

Loglio e Zizza guardano male Spina e Rametto che alzano le spalle sorridendo come a dire “queste c’erano”.

SPINA: Ma quali ossa.

RAMETTO: Sono dei bei pezzi di legno… chiaro.

SPINA: Il meglio in fatto di inaffondabilità.

RAMETTO: Solo il meglio per i nostri clienti.

QUINTILIO: Io lì non ci salgo.

SPINA: Non metteremmo mai delle ossa…

RAMETO: Le ossa non galleggiano…

MOSCARDO: Vabbè, ormai ci siamo, andiamo.

QUINTILIO: Ho un brutto presentimento…

Tutti escono di scena. Si sentono rumori di tempesta in mare e grida spaventate.

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