poesia

La vita può far male

Osservo la mia piccola bambina
dormire sopra un mordibo guanciale
ignara che la vita può far male
Dormi, piccola mia, e stammi vicina.

La accarezzo e non posso non pensare
che c’era un altro padre di famiglia
fuggito via per salvare sua figlia.
Un corpicino restituito dal mare.

Quando un bambino giace sulla rena
immobile, non riposa, non dorme
sognando di lasciare piccole orme,
forse non ne vale più la pena.

Di dare colpe a chi se ne approfitta,
di dire “doveva restare là”.
Non è una tragica fatalità,
è una conseguenza, è una sconfitta.

Una guerra in cui siam tutti sconfitti
fino a che restiamo in silente attesa,
finché scegliamo una facile resa
o continuiamo a rimanere zitti.

Zitti di fronte a un piccolo innocente
riverso in silenzio sulla sabbia
che non può più gridare la sua rabbia,
che non potrà mai più dire niente.

La colpa non è di un avverso fato:
si comprende quando muore un bambino
che non è opera di un triste destino.
Resta il dolore; è tutto sbagliato.

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