Medioevo, poesia

Vè che bello chesto regno

Vè vè! Vè che bello
chesto regno sanza re né leggi.
Vè vè! Como non lo veggi?
E si nol veggi, deo, vèllo!

Ch’è tutta cosa di vedute
lo gioco a chi è più scemo.
Si tutte speme avem perdute,
meniamo in barca lo remo
e guatiamoci ca tutti semo
sotto lo stesso mantello.

Oh cantore, su lo conselio inane
co vane parole idarno cantavi
ca tutte le dame son puttane
e tutti l’omini puttanieri e pravi.
Dico eo, mo vollon quanti savi
pe gestire uno bordello?

Forse ne basta uno giullare
ca tutti quanti tosto ammalia.
Ma ca dice collo su’ gridare?
Deh, ca trista bàlia…
Han già detto “ahi serva Italia
di dolore ostello”?

In tal caso dolor di sodomia
cui del popolo dicesi amico,
ca de lo giullare soffre la balìa
e non vince ‘l cavaliere nimico.
Offero un’orgia, tosto vel dico,
aspettavomi uno duello…

E mo che fare bell’amici?
Avante dir ca non t’aggrada.
Si non dicestilo omai, or lo dici!
Po’ forgiare in aratro ogne spada
e, prima ca ‘l muro rovini e cada,
aprire la porta del castello.

O pure fare uno passo retro,
turnare in guelfi i ghibellini
e dal patrimonio de Sancto Petro
clamare ‘l Papa e suoi vicini
ca ne regga como i su’ domini;
de’ pezzenti mellio ‘l poverello…

Non è pur un favolello
la storia ca dico ‘n cheste ore
dello gregge sanza pastore.
Vè vè , vè che bello…

Un pensiero riguardo “Vè che bello chesto regno”

  1. Commento:

    Guarda, guarda! Guarda che bello,
    questa nazione senza una guida e senza legge.
    Guarda,Guarda! Come, non lo vedi?
    Se non lo vedi, avanti, cerca di vederlo!

    Che è tutta una questione di punti di vista
    il gioco di chi è più scemo.
    Se abbiamo perduto ogni speranza,
    fermiamoci un attimo
    e guardiamo l’un con l’altro,poiché siamo tutti
    nella stessa condizione.

    Oh cantore, a riguardo dei nostri inutili governatori
    già dicesti con parole che non sono state ascoltate
    che tutte le donne sono al potere immeritatamente
    e tutti gli uomini fanno solo i loro interessi e sono malvagi.
    Ma dico io, quanti “grandi uomini” servono
    per gestire un tale malaffare?

    Forse basta un solo buffone
    che riesce a convincere tutti in modo rapido.
    Ma fra tante parole alla fine cosa dice?
    Che governatore inadeguato abbiamo…
    Qualcuno ha già detto “ahi serva Italia
    di dolore ostello”?

    In questo caso si tratta di dolore al fondoschiena
    causato da chi dice di essere amico del popolo,
    ma che resta in potere del giullare di cui sopra
    e non riesce a sconfiggere la controparte.
    Ve lo dico chiaramente: stanno facendo degli accordi indegni tra di loro
    invece di un costruttivo confronto tra ideali diversi.

    E adesso cosa possiamo fare noi?
    Dire d’ora in poi che non ti sta più bene.
    Se non l’hai mai detto prima, comincia a dirlo ora!
    Hai il potere di volgere la cieca aggressività in qualcosa di costruttivo
    e, prima che la civiltà di questo paese decada,
    aprire le frontiere e aprirci a nuove idee.

    Oppure fare un passo indietro,
    abbandonare lo stato laico
    e dal Vaticano
    richiamare il Papa e i suoi prelati
    affinché ci governi come fa con il suo stato.
    Sarà meglio questo Papa
    dei miserabili che ci governano…

    Non è solo una fantasia infantile
    la storia che vi ho raccontato
    del gregge senza un pastore.
    Guarda, guarda! Guarda che bello…

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