Piccolo Cuore, poesia

Piccolo Cuore 14

Il cuore cadde dentro una conchiglia
aperta in fondo ai fondali più bui
che si chiuse con calma su di lui
pensando “Questo sasso mi somiglia,

mentre dorme sogna, piange e bisbiglia
dei suoi desideri e di quelli altrui.”
Pianse anche lei fino al momento in cui
si aprì rivelando la meraviglia

di una nuova perla bianca e brillante,
ma sempre a forma di cuore, e alla fine
la sua lucentezza viaggiò distante,

superò le profondità marine
e schizzò su nel cielo in un istante,
là dove le stelle sono vicine.

2 pensieri riguardo “Piccolo Cuore 14”

  1. Forse è solo una variazione sul temo “quiete dopo la tempesta” o “cadere e rialzarsi più forte”, però è vero che le lacrime puliscono gli occhi, che non sono mai così luminosi e chiari come il momento dopo un pianto. Non è sempre vero che una volta toccato il fondo poi si schizza in cielo lasciandosi alle spalle gli abissi, per lo meno a me non è mai successo, è successo invece che sono cambiato in qualche modo. Il processo purtroppo è avvenuto mentre dormivo al mondo spesso chiuso dietro barriera di dolore impenetrabile, quindi mi sono accorto dei cambiamenti solo a posteriori e ho faticato a rintracciarne l’origine. Giona, che colto da una crisi di vittimismo si identifica nel profeta dei falliti, è stato un grande maestro di discernimento 🙂

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