poesia

Il preferito

Io sono il frutto del divino incesto
tra il Padre e la figlia, ora lo imparo,
sono il vino alla mensa dell’avaro,
sono Adamo nuovamente ridesto.

Sono me stesso, ma non l’ho mai chiesto,
berrò dunque dal Tuo calice amaro?
Padre, ho paura, nulla mi è chiaro.
Padre, Padre mio, perché mi fai questo?

Guarda il tuo figlio tormentato e stanco.
Padre, sono io, perché mi hai tradito?
M’hai rivestito di un sudario bianco,
hai puntato sopra di me il Tuo dito,
m’hai preso e m’hai elevato al Tuo fianco.
Ora lo so: sono il Tuo preferito.

T’ho benedetto e poi t’ho bestiemmiato
e tu, Padre, non m’hai mai abbandonato.

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