poesia

Nascosto dietro a un dito

Sono pronto e non so come mi chiamo,
faccio i conti con l’anonimato,
conosco chi odio, ma non chi amo.
Sono solo me, da quando sono nato.
Sono io quello che ha sbagliato tutto,
di cui nessuno sente la mancanza,
che nella festa va vestito a lutto
perché rinnega un’ultima speranza.

Sono pronto. Cosa ci sto a fare?
Dico menzogne ormai per abitudine
perché nella folla riesco a trovare
solo una grande solitudine.
Anche se l’indifferenza regna.
Anche se dicono che è tutto sbagliato,
io sono quello che si impegna
perché deve credere nel risultato.

Sono quello che non può permettersi sconforto,
quello che invece di essere appare,
che impugna la ragione anche quando ha torto,
che per paura demolisce ogni altare.
Sono quello che nella vita segue un piano,
quello che sa tutto, ma non ha capito,
che verso gli altri tende la mano
e si nasconde dietro a un dito.

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